Storie di bilanci politici ed economici (di Angelo Giubileo)

bilancio_16__800_800In questi giorni, come tutti praticamente sanno, si è fatto un gran parlare di nuova o maggiore flessibilità da introdurre nei conti pubblici del paese, quale condizione ritenuta forse anche dai più necessaria al fine di sostenere i consumi nazionali, e quindi riprendere una politica di crescita dei redditi e degli investimenti per le famiglie e le imprese italiane. La richiesta – indirizzata particolarmente ai cosiddetti rigoristi dell’UEM e al governo tedesco – non ha trovato di certo l’intesa necessaria tra i rappresentanti dei paesi membri già sottoscrittori degli accordi di trattato che regolano la materia. Gli interventi dei rappresentanti delle istituzioni in argomento, così come riportati dai media, hanno in generale fatto parte di quella che non molto tempo fa veniva ancora definita, semplicemente, propaganda.

Infatti, le regole ed i parametri della cosiddetta flessibilità di bilancio sono già presenti nei trattati; e dunque, se davvero in qualche modo si fosse inteso modificarli, di questo si sarebbe dovuto in effetti parlare. Questo, e non altro, il governo italiano avrebbe dovuto chiedere. L’ha forse fatto, senza renderlo pubblico? Non l’ha fatto, ma avrebbe voluto?

Semplicemente, non l’ha di certo fatto pubblicamente. E quindi, in pubblico, le vicende sono servite tutt’al più all’immagine: dell’Unione, di paesi membri più o meno in difficoltà, di istituzioni comunitarie e capi di governo rappresentativi, dell’economia e della politica in generale, e tutte insieme nei confronti dei cittadini delle comunità nazionali rappresentate.

Il legame tra economia, politica e società in Italia è rotto da tempo! Negli ultimi anni, molti più fattori hanno a ciò contribuito. Ad esempio, a partire dal 2002, una profonda revisione delle regole in materia di falso in bilancio, che immediatamente determinò la depenalizzazione del comportamento illecito e quindi l’abrogazione della fattispecie concreta di reato.

Un’iniziativa dunque che quasi ha coinciso con l’entrata in vigore dell’euro, dall’1 gennaio 2002, nei primi dodici paesi aderenti al patto UEM. Un patto originario basato innanzitutto sul rispetto di precisi vincoli monetari di deficit e debito pubblico. Vincoli più volte traditi, da paese e paese e più volte dagli stessi paesi, per uno o più periodi di durata più o meno lunga, per misure di deficit e/o debito più o meno ingenti, a motivo anche di economie più o meno ingenti e/o più o meno stabili.

Nel senso che … un esempio può senz’altro bastare: la crisi di Cipro nel 2012 pare abbia richiesto un prestito di circa 10 miliardi di euro in ordine ad un PIL stimato pari a 23 miliardi circa e corrispondente allo 0,2% del PIL dell’intera eurozona. Pochissima cosa rispetto sia al PIL che al debito pubblico del nostro paese, ad oggi stimati pari rispettivamente a poco più di circa 2.000 miliardi e a circa il 135% del dato medesimo … Dal confronto dei dati dei singoli paesi membri, necessariamente emerge la prospettiva di un diverso quadro di stabilità interno ad ogni paese membro, un quadro di stabilità sia economico che politico, più o meno funzionale alla stabilità, sia economica (UEM) che politica (UE), dell’area continentale.

Diventa così fin troppo palese la necessità per il nostro paese di fare, ora e subito, le cosiddette riforme. Tanto per restare all’esempio fatto, che il governo ed il parlamento italiano provvedessero piuttosto a concludere l’iter di riforma delle vigenti disposizioni in materia di falso in bilancio.

In argomento, due sono i testi, di disegno legislativo (sic), giacenti da più di un anno in Senato: n. 19S e n. 868S; entrambi d’iniziativa parlamentare, rispettivamente presentati il 15 marzo e il 21 giugno 2013, e quindi entrambi da oltre un anno; entrambi in corso di esame in commissione; entrambi destinati alla discussione e approvazione in Aula, se non fosse che, a seguito del Consiglio dei Ministri n. 22 del 30 giugno scorso, il governo ha comunicato che intende avvalersi, per la riforma della giustizia, di dodici Linee guida da sottoporre alla consultazione dei cittadini, invitati a scrivere entro il 31 agosto 2014 all’indirizzo: rivoluzione@governo.it Nel testo del comunicato, l’ottava linea guida reca: Norme contro la criminalità economica (falso in bilancio, autoriciclaggio).

Angelo Giubileo

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