Sale il numero dei poveri cresce la paura del futuro (da la Repubblica – 01.07.2014)

Un Paese pieno di dubbi e con poche certezze: così la spesa viene sacrificata, tra tagli e risparmi. Secondo le rilevazioni di Nielsen il bilancio della prima metà dell’anno fa registrare un calo del fatturato della Gdo nell’ordine dell’1,33% e i presupposti per un’inversione di trend non ci sono

Marco Frojo

Per la grande distribuzione italiana si avvicina il momento del bilancio di metà anno e i dati lasciano poco spazio all’ottimismo. A parte il successo di qualche prodotto di nicchia e la tenuta di alcune regioni, supermercati, ipermercati, discount e negozi di quartiere stanno facendo i conti con l’ennesimo calo del fatturato, senza peraltro intravedere la fatidica luce in fondo al tunnel. A differenza di altri settori, i consumi alimentari e di prodotti per la casa sono ancora in crisi nera e la scontistica è ormai un’arma spuntata che ha smesso di sortire l’effetto sperato. La sua efficacia è vicina allo zero, cioè non riesce a innescare fatturato aggiuntivo, e non sono pochi gli operatori che stanno ripensando le loro strategie su questo fronte. Secondo le rilevazione effettuate da Nielsen, dal 1 gennaio al 22 giugno, il fatturato della grande distribuzione italiana ha accusato un calo dell’1,33% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

L’andamento delle vendite non è stato omogeneo in tutto il territorio nazionale ma il segno meno ha accomunato l’Italia da nord a sud e da est a ovest. La macro-area che ha tenuto meglio è stato il Nord-ovest, che dal primo gennaio ha accumulato una perdita di solo lo 0,93%, mentre la situazione più complicata è senza dubbio quella del Sud (-2,67%). Le cose sono comunque andate male anche nel Nord-est (-1,68%), mentre ha mostrato una certa resistenza alla crisi il Centro (-0,99%). Un solo mese, quello di aprile, ha mostrato un andamento in netta controtendenza ma la sua buona performance (+7,37% rispetto allo stesso mese del 2013) era dovuta al fatto che quest’anno la Pasqua è caduta a fine aprile, mentre l’anno scorso era stata a fine marzo. Le cause della crisi della grande distribuzione vanno ricercate nel crescente divario fra ricchi e poveri e nella continua crescita del numero di questi ultimi. La grande distribuzione è il mercato di massa per definizione e se la base dei potenziali clienti diminuisce e diventa più povera, le conseguenze non possono che essere quelle che i numeri di Nielsen fotografano. I dati raccolti dallo specialista in analisi di mercato hanno rilevato anche un altro fenomeno molto preoccupante: la paura del futuro attanaglia anche chi economicamente è già uscito dalla crisi. 

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