Borse di studio, la Campania deve restituire 17 milioni agli studenti (dal Corriere della Sera – 27.06.2014)

La vittoria spetta all’Unione degli universitari, che aveva denunciato l’amministrazione regionale alla Corte dei conti

di Valentina Santarpia

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Tasse usate «indebitamente» per altri scopi e non erogate, come di dovere, agli studenti per le borse universitarie: il caso, sollevato dall’Unione degli universitari un anno fa, trova finalmente una soluzione. La Regione Campania ha riconosciuto di aver ottenuto un incasso non utilizzato dalle tasse per il diritto allo studio regionale pagate nell’anno accademico 2012/2013, e quindi provvederà arestituire all’Adisu 17 milioni di euro, ovviamente per quote in base all’ente di riferimento: i fondi saranno ridistribuiti agli studenti, probabilmente attraverso un incremento delle borse di studio per meritevoli e disagiati.

L’aumento ingiustificato di 78 euro

In Campania la tassa regionale per il diritto allo studio è stata aumentata, due anni fa, da 62 a 140 euro, ma in parte «dirottata su altro»: gli atenei, infatti, hanno ricevuto solo 62 euro a studente da reinvestire nel diritto allo studio, tant’è vero che nella regione solo il 27% degli studenti che ne avrebbero avuto diritto ha ricevuto una borsa di studio, uno su tre. Eppure trattasi di una tassa di scopo, la cui finalità quindi deve essere destinata allo scopo per cui è stata creata. In Piemonte l’Udu l’ha avuta vinta nell’autunno dell’anno scorso su una vicenda del tutto assimilabile a quella campana: la sentenza del Tar, contro cui la Regione non ha neanche presentato appello, è diventata esecutiva e la Regione dovrà restituire quasi due milioni agli studenti. «Siamo estremamente soddisfatti che l’Unione degli Universitari sia riuscita a far valere ancora una volta i diritti degli studenti- sottolinea il coordinatore nazionale dell’Unione degli universitari, Gianluca Scuccimarra- La Regione Campania ha accolto appieno le istanze portate avanti dall’Udu Campania vincolando l’erogazione di questi fondi alla presentazione di un prospetto di liquidazione da parte delle singole Adisu. Questa vittoria, come anche quella del Piemonte dello scorso autunno, sono gli esempi lampanti di come le nostre denunce e la nostra attività di monitoraggio sul diritto allo studio siano state fondamentali per stanare certi episodi gravissimi».

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