Fonderie, Ciro Pisano dà ragione ai residenti: «Avete ragione. L’impianto va delocalizzato» (da Metropolis – 27.06.2014)

Incontro in Cgil tra proprietà, lavoratori ed esponenti del Comitato ‘Salute e Vita’ di Salerno

SALERNO – «Avete ragione. Le Fonderie vanno delocalizzate. Stiamo lavorando per questo da due anni». A dirlo ieri pomeriggio è stato Ciro Pisano, figlio dell’ultranovantenne Luigi, durante l’incontro che la proprietà dell’azienda ha tenuto con il Comitato ‘Salute e Vita’ e i lavoratori dell’impianto presso la sede provinciale della Cgil Salerno. Un summit durato quasi due ore, che, dopo un anno di battaglie, ha visto sedere allo stesso tavolo proprietà, operai e residenti per cercare di trovare un’intesa che possa soddisfare tutti. E, almeno su un punto, tutti sono sembrati essere d’accordo: le Fonderie vanno delocalizzate dall’area di via dei Greci. La richiesta del Comitato ‘Salute e Vita’ è stata, infatti, accolta positivamente da Ciro Pisano che, insieme all’ingegnere Domenico Ercolino, ha spiegato la posizione dell’azienda. «Da due anni siamo in contatto con alcuni centri del Salernitano per cercare un’area idonea per la delocalizzazione. Ma al momento, comunque, non c’è nulla di concreto». Parole che hanno spiazzato ambientalisti e residenti, i quali hanno ribadito che dalla zona va chiuso ogni stabilimento che inquina il territorio. «Noi non ce l’abbiamo a priori con le Fonderie Pisano», ha spiegato Lorenzo Forte, referente del Comitato ‘Salute e Vita’. «Con un impianto nuovo si abbatterebbe del tutto l’inquinamento, salvaguardando così anche i posti di lavoro». Un concetto condiviso anche dagli esponenti del Comitato presenti in Cgil, Ernesto Langella, Massimo Calce e Antonio Di Giacomo. «Noi non vogliamo assolutamente che gli operai vengano licenziati». Concetti recepiti positivamente anche dai lavoratori che hanno preso parte al summit, Angelo Clemente e Matteo Ricco, e dai sindacalisti Anselmo Botte, Matteo Buonagiunto e Francesca D’Elia.

Due ore di dialogo, dove le parole hanno assunto, quasi, un impegno che, stavolta, valepiù di ogni protocollo d’intesa sottoscritto negli ultimi mesi. «Tempi certi e tempestivi», ha chiesto Forte. Che, almeno nell’immediato, sembra essere stato accontentato da tutti. Oggi, infatti, in una nota congiunta a firma di azienda, lavoratori, Cgil e Comitato, si cercherà di trovare un punto d’accordo con il presidente dell’Asi, Gianluigi Cassandra. All’avvocato salernitano, infatti, sarà inoltrata una sorta di ‘richiesta d’aiuto’, indispensabile per poter trovare un’area utile per trasferire l’insediamento produttivo. Il numero uno del Consorzio lo scorso 25 aprile, proprio sulle colonne di Metropolis, si disse felice per una eventuale «delocalizzazione degli impianti delle Fonderie Pisano in una delle aree industriali gestite dall’Asi». Una dichiarazione che, però, frenò subito con la realtà dei fatti. «Ritengo, però, che le superfici di cui questo tipo di impianto necessita non siano al momento disponibili presso nessuno degli agglomerati Asi, neanche in quelli del Cratere», affermò lasciando però un barlume di speranza. «Sono disponibile ad un incontro, anche entro tempi brevissimi con la proprietà delle Fonderie Pisano per un esame più approfondito della questione, assolutamente indispensabile prima di pronunciarsi in maniera definitiva su un argomento così delicato». Una riunione che, forse, ora potrà disegnare un nuovo futuro per le Fonderie ed i cittadini di Salerno e dell’intera Valle dell’Irno.

GLI ‘INVITI’ – «Venite a visitare la nostra fabbrica. Stiamo lavorando con tecnologie che riducono di molto l’inquinamento». Così Ciro Pisano, titolare delle Fonderie insieme al padre Luigi, ha invitato in azienda gli esponenti del Comitato ‘Salute e
Vita’. Un modo per ammorbidire gli animi, accettato a metà dagli ambientalisti. «Sicuramente verremo», hanno replicato i referenti dell’associazione. «Ma poi lei verrà sui nostri balconi, per vedere che l’inquinamento di cui parliamo non è fantasia». Non sono mancati, dunque, gli attimi di tensione tra le parti. Scintille che hanno raggiunto l’apice quando Lorenzo Forte ha chiesto all’azienda di dotarsi di appositi dispositivi, da inserire sui camini dello stabilimento. «Sarebbero. come già detto in uno degli incontri tenuti in Provincia di Salerno, utili per monitorare l’inquinamento. Non lo dico io, ma il responsabile del dipartimento Ambiente dell’Ente, Giuseppe D’Acunzi». Ma sulla proposta Pisano ha glissato, chiedendo di fare fronte comune sulla questione delocalizzazione.

 

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