IL FALLIMENTO DELLA SCUOLA 2.0 (da la Repubblica – 24.06.2014)

Il fallimento della scuola 2.0

Fondi stanziati che arrivano con il contagocce, docenti a corto di preparazione e infrastrutture inadeguate. La fine dell’anno scolastico traccia ancora una volta un bilancio amaro: malgrado i tanti proclami, la sfida per digitalizzare l’insegnamento arranca e l’ambizione di avere elementari, medie e superiori al passo con i tempi resta un miraggio. Con un paradosso a monte: in Italia, secondo lo stesso governo, il 44% della popolazione è ancora incapace di accendere un computer

di ALICE GUSSONI e SALVO INTRAVAIA

Digitale senza banda larga

ROMA – Un altro anno scolastico è finito e con esso svaniscono anche le speranze di fare lezione con il tablet in classe. Così gli studenti delle 800 nuoveCl@ssi 2.0 portano a casa la delusione di un’occasione persa. Cosa avreste pensato se 20 anni fa i vostri figli fossero tornati da scuola chiedendovi come si usa un dizionario? Ciò che sta accadendo oggi in fondo è esattamente questo: la digitalizzazione nelle scuole è terribilmente in ritardo e insegnare ad utilizzare al meglio un motore di ricerca sembra ancora un lavoro pionieristico, svolto da pochi avventurosi docenti con mezzi di fortuna.

Colpa del sostanziale fallimento del Piano Scuola Digitale del ministero dell’Istruzione, che non ha saputo stare al passo coi tempi e, per il momento, ha lasciato gli investimenti solo sulla carta. I piani di azione, previsti dal bando indetto dal Miur per l’anno 2013/2014, prevedevano un impegno di 40 milioni circa in cofinanziamento con le Regioni, da distribuire su tre obiettivi: Piano Lim, Cl@ssi 2.0 e Scuola 2.0. Di questi solo il primo è stato attivato nei tempo previsti, forse anche in virtù del fatto che le spese per il kit Lim – le lavagne multimediali dotate di proiettori – erano a carico delle Regioni che avevano sottoscritto il piano.


Progetti da rimandare. Il resto delle dotazioni arriverà, anzi, sta arrivando proprio in questi giorni, secondo quanto fanno sapere dal Ministero. Ma intanto l’anno scolastico è finito e i progetti che dovevano partire quest’anno sono tutti da rimandare. “Si tratta di un ritardo dovuto a una normale procedura di revisione dei conti”, si giustifica Maria Letizia Melina, direttore del Dipartimento per la Digitalizzazione al Miur. “La volontà di portare avanti il piano Scuola Digitale c’è – aggiunge – e lo dimostrano i soldi messi in campo finora”. Molti secondo le stime fornite, troppo pochi secondo il report stilato dall’Ocse, nel quale si  parla di un investimento di circa lo 0,1 sul totale del budget annuale, e cioè 120 milioni distribuiti dal 2008 al 2011 durante il primo ciclo del Piano.

Purtroppo la spending review e i continui cambi al vertice hanno fatto sì che le risorse subissero continui ridimensionamenti e, sopratutto, che venisse a mancare una strategia manageriale coerente sul lungo periodo. I risultati parlano chiaro: le Cl@ssi 2.0 fin qui attivate sono 416 in tutto su 323.605 e 14 le Scuole 2.0 su 22.600 sedi. Molto meglio quando si parla di Lim, presenti nelle scuole nel 32,2% dei casi, per un totale di 71.800 lavagne multimediali.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: