Lo squallido dibattito politico a Salerno città (di Alberto Cardone)

metro-5A suo tempo mossi rilievi al manifesto affisso in città a cura dell’Amministrazione comunale, “Il Metrò di Salerno e i manifesti in stile ventennio del Comune”, era il maggio del 2013, volete che non faccia altrettanto per il manifesto che in queste ore fa bella mostra di se in ogni dove, il manifesto ad opera della destra salernitana sul riavvio della Metropolitana?

La battaglia politica a Salerno è anche questo. Tu affiggi ed io faccio altrettanto, in un gioco perverso, assai poco costruttivo e chiarificatore, utile solo a chi quei manifesti li stampa ed agli addetti all’attacchinaggio, dimostrazione più che lampante di che cosa sia il dibattito politico nella nostra città e di quali elevate punte sappia raggiungere.

Era fuori luogo il manifesto del Comune, lo è anche e di più il manifesto dell’opposizione.

Il manifesto del Comune, come ebbi a far notare, era fuori luogo perché annunciava una cosa, nella tempistica e nei fatti, non vera. Come tutti i salernitani sanno la Metropolitana entrerà in funzione nel novembre del 2013 e sol perché il Comune di Salerno ebbe a farsi carico delle spese sostenute, 1 milione e 600 mila euro i soldi spesi in quattro mesi di operatività del servizio. In merito alla spesa sostenuta sarebbe interessante sapere che cosa ne pensi la Corte dei Conti.

Il manifesto della destra salernitana sa essere anche più irritante del precedente, in primo luogo perché dà una valenza politica e di parte ad un’azione nelle Istituzioni, nel caso di specie nella Regione Campania, azione che dovrebbe essere innanzitutto ispirata al raggiungimento ed al conseguimento dell’interesse generale, quando governi lo fai in nome e per conto di tutti, e poi, perché quel “la riapriamo noi” assomiglia tanto all’intestarsi il merito di averci messo soldi propri perché la Metropolitana di Salerno potesse tornare in essere, soldi che invece appartengono a tutti i cittadini campani.

Insomma, gli uni come gli altri strumentalizzano il loro impegno e la loro presenza nelle Istituzioni, che adoperano quale mezzo per ottenerne privilegi e potere, solo apparentemente nell’interesse della loro parte politica, più propriamente, a titolo eminentemente personale.

In questo desolante quadro i cittadini, quelli in nome e per conto dei quali si amministra la cosa pubblica, non possono che essere considerati clienti, clienti dispensatori di voti, da conquistare con favori di vario genere, assunzione, piccolo appalto, incarico, consulenza, nomina in un Consiglio d’Amministrazione e se non sei cliente allora sei suddito e quindi, escluso da tutti i processi decisionali.

La vera questione meridionale è questa, il superamento di un agire politico che impedisce al mezzogiorno d’Italia di essere quello che è nelle sue potenzialità, fulcro nel Mediterraneo, ponte naturale tra il sud ed il nord del mondo.

Partendo da un manifesto cretino l’ho fatta un po’ pesante?

E’ comprensibile che lo pensi chi mi legge da fuori Salerno. Molti salernitani, invece, e son sicuro, non potranno che riconoscere in ciò che ho scritto una buona dose di verità.

Intanto, prepariamoci alla prossima affissione, la risposta al manifesto della destra a cui staranno certamente lavorando in Via Manzo, presso la sede provinciale del PD.

Di più sarà impossibile sapere.

Sarà impossibile sapere se alla Regione Campania si stia lavorando perché possa essere completata la Metropolitana di Salerno così come al suo progetto originario, quell’anello ferroviario che partendo da Salerno doveva attraversare Nocera, giungere a Mercato San Severino, passare attraverso il campus universitario di Fisciano, per poi raggiungere Battipaglia e sarà impossibile sapere se al Comune di Salerno si stia lavorando ad un’integrazione tra il trasporto su ferro e quello su gomma, perché le potenzialità della Metropolitana, quella al momento in esercizio, possano essere sfruttate a pieno, in una città, non si dimentichi, che Legambiente ci dice essere la quinta città più inquinata d’Italia, inquinamento tutto e solo da traffico veicolare.

Tutto questo, siate pur certi, sui manifesti non lo leggerete e se ne sentirete parlare, ne sentirete solo a fini puramente elettoralistici, visto l’approssimarsi del voto per le regionali che si terranno nella primavera del 2015.

Dobbiamo essere condannati allo squallore della politica che lor signori ci fanno subire?

Dipende da noi, soltanto da noi.

Liberarcene si può, con un po’ di volontà, impegno e partecipazione.

Alberto Cardone

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