Giovani senzatetto, emergenza europea (da la Repubblica – 23.06.2014)

Una ricerca fotografa l’aumento in tutto il continente, un fenomeno acuito dalla recessione: gli homeless sono almeno 50 mila nelle città per cui si hanno dati. In Italia sono triplicati. “Eppure la maggioranza si può reintegrare: ecco come”

di TITO BOERI

Fra una settimana inizierà il nostro turno di presidenza dell’Unione Europea e il primo luglio si riunirà per la prima volta il nuovo Parlamento europeo, uscito dalle urne un mese fa. Sarebbe bello che nei discorsi programmatici all’inizio del semestre italiano e, ancor di più, nei primi atti pubblici dell’organismo oggi più democratico di cui disponga l’Unione venisse dato un qualche segno di attenzione agli ultimi degli ultimi, a coloro che non sono registrati nei seggi elettorali semplicemente perché non hanno una residenza.

I senza dimora sono ormai come una città nella città, una popolazione di 50.000 persone nelle sole città europee su cui si hanno dati disponibili. Questi cittadini che dormono accampati in qualche modo nelle strade, anche nei mesi invernali, o trovano occasionalmente rifugio in qualche centro d’assistenza, sono aumentati in media in Europa del 45% durante la Grande Recessione. Non solo nei paesi della crisi del debito (in Italia sono triplicati), ma anche in Germania e nel nord-Europa. Cambia, tra il Nord e il Sud, ma anche tra Est e Ovest dell’Europa, la loro composizione. Più immigrati al Nord, più autoctoni, soprattutto giovani, al Sud dove è esplosa la disoccupazione giovanile. A Est sono soprattutto gli emigrati di ritorno a gonfiare le fila dei senza casa: avevano cercato fortuna in Spagna e Italia, ma la mancanza di lavoro li ha spinti a tornare a casa, più poveri di prima. Aumenta ovunque la percentuale di donne, una conseguenza dell’aumento del numero di famiglie monoparentali.

Sono questi alcuni dei principali risultati di uno studio, coordinato da Michela Braga per la fondazione Rodolfo Debenedetti, che verrà presentato venerdì prossimo a Roma. Si basa sulle ricerche di tre gruppi di studiosi, australiani, statunitensi ed europei, che da anni monitorano e analizzano il fenomeno dei senza casa, oltre che sui censimenti, organizzati dalla fondazione, in tre città italiane (Milano, Roma e Torino). Quello di Roma, i cui risultati verranno anticipati oggi in un incontro presso l’Aranciera di San Sito con le associazioni del volontariato che hanno contribuito a questa iniziativa, ha coinvolto più di 1.500 volontari che hanno per tre notti setacciato le strade all’interno del grande raccordo anulare, contando e intervistando i senza fissa dimora.

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