La “fabbrica dei rifugiati” lavora a ciclo continuo in “sintonia” con le guerre e le dittature (da la Repubblica – 20.06.2014)

Dal 1° gennaio al 17 giugno sono arrivati in Italia via mare oltre 58mila migranti, di cui più di 9.000 minori. L’UNHCR per la Giornata mondiale avanza 10 proposte di riforma: un piano sull’asilo per cui governo, enti territoriali, società civile e rifugiati pianifichino le attività; e poi andare oltre il sistema dei grandi centri (CARA) e valorizzare la rete dei piccoli progetti nell’ambito dei sistemi europei e internazionali

di VLADIMIRO POLCHI

093813793-a45582a3-f064-417a-9fd3-c21897b88ae0ROMA – Fuggono con mamma e papà, viaggiano per mesi, hanno in media cinque anni. Sono i bambini siriani, che sbarcano in questi giorni sulle coste italiane. Chissà se anche loro sanno che il 20 giugno si celebra la Giornata mondiale del rifugiato, istituita nel 2000 per ricordare i milioni di persone costrette ad abbandonare le proprie case? Sì, perché la “fabbrica dei rifugiati” lavora a ciclo continuo: più sono le guerre che scoppiano e le dittature che nascono, più lei produce.

I numeri di Save the Children. Stando al rapporto di Save the Children, “dal primo gennaio al 17 giugno sono arrivati in Italia via mare oltre 58mila migranti, di cui più di 9.000 minori. Quasi tutti i minori accompagnati sono bambini siriani, con un’età media di 5 anni ma anche molto più piccoli, in fuga dal conflitto iniziato 3 anni fa insieme alle loro famiglie o a una parte di esse”. Negli sbarchi di quest’anno, infatti, si registra una maggioranza di persone proveniente da Paesi in conflitto, sotto dittatura o con situazioni di grave emergenza. Potenziali profughi, insomma, più che migranti economici

Le proposte dell’Unhcr. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati in occasione della Giornata mondiale ha elaborato 10 proposte di riforma. Tra queste: “L’Unhcr propone un Piano annuale sull’Asilo dove Governo, Enti Territoriali, società civile e rifugiati pianifichino le attività con l’obiettivo condiviso di garantire standard europei e internazionali”. Non solo. Bisogna “andare oltre il sistema dei grandi centri (CARA) e valorizzare la rete dei piccoli progetti nell’ambito del Sistema di Protezione dei Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR). L’esperienza dei CARA ha dimostrato infatti che le maggiori dimensioni dei centri portano a minor qualità in termini di standard di accoglienza”. E ancora l’Unhcr esprime “il proprio apprezzamento per l’intenzione del Governo di adottare un Testo Unico sull’Asilo che, quando in vigore, doterà per la prima volta l’Italia di una legislazione organica che ponga norme chiare in tema di soccorso, accoglienza e integrazione dei richiedenti asilo e rifugiati”.

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