In Italia il reddito delle famiglie in calo ininterrotto dal 2009 al 2013 (dal Corriere della Sera – 12.06.2014)

L’istituto di Francoforte: «Crescita più debole delle attese, Italia accresca sforzi per il risanamento»

di Redazione Online

La Bce vede «grigio»: nel Bollettino mensile l’istituto di Francoforte conferma come in Europa sia in atto una ripresa «meno intensa del previsto», così come ribadisce le preoccupazioni per un’inflazione pericolosamente tendente allo zero, per un’alto tasso di disoccupazione e per un reddito famigliare in forte contrazione a partire dal 2009, almeno nei Paesi dove gli squilibri delle finanze pubbliche sono più evidenti (Italia inclusa). La Banca centrale guidata da Mario Draghi precisa comunque che il rischio di deflazione nell’Eurozona «sembra remoto allo stato attuale». E aggiunge che «il protrarsi di tassi d’inflazione positivi ma bassi potrebbe essere, in determinate circostanze, fonte di timori e richiedere un’appropriata risposta in termini di politica monetaria». Ovvero, la Bce è pronta a adottare strumenti «non convenzionali» per garantire liquidità al sistema.
Italia, calo «ininterrotto» del reddito famigliare

Scendendo nel particolare, in termini di reddito disponibile, l’Europa appare sempre più divisa in due, con alcuni Paesi che marciano, altri che arrancano. I Paesi dell’eurozona «non sottoposti a tensioni (ossia Germania, Francia, Paesi Bassi, Austria e Finlandia), si legge nel Bollettino, hanno registrato una robusta crescita del reddito disponibile delle famiglie dal 2010, mentre nei Paesi soggetti a tensioni (ossia Italia, Spagna, Grecia, Irlanda, Portogallo e Slovenia) si è verificato un protratto calo del reddito dal 2009 fino al terzo trimestre del 2013». La Bce precisa che «di recente il reddito disponibile delle famiglie nei Paesi soggetti a tensioni ha dato segni di stabilizzazione» e «in termini reali» è diventato «positivo nel quarto trimestre del 2013, e ciò per la prima volta dalla fine del 2011» per «un rallentamento significativo del calo dell’occupazione e da un aumento dei salari nominali».

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