LA STORIA INFINITA DEGLI ECOMOSTRI D’ITALIA (da la Repubblica – 19.05.2014)

La storia infinita degli Ecomostri d'Italia

Da cinquant’anni lo scheletro di un gigantesco albergo sfregia la splendida Costiera amalfitana. Ora finalmente un’ordinanza comunale ne ordina l’abbattimento perché abusivo. Ma la demolizione del manufatto non è ancora operativa. Bisogna prima annullare l’accordo voluto da Enti locali e governo per tutelare gli interessi dei proprietari, potenti imprenditori napoletani legati a doppio filo con la politica. Un caso simile a quello di Punta Perotti, a Bari. Anche qui i palazzi di Matarrese sono stati distrutti e al loro posto è nato un parco pubblico. Ma le diverse sentenze italiane e estere hanno creato un paradosso: l’area torna nella disponibilità dei costruttori che ora chiedono di poter realizzare altre opere vicino a quelle cancellate

di FRANCESCO ERBANI e RAFFAELE LORUSSO

Che fine farà quello sfregio sulla roccia

VICO EQUENSE (NA) – Il mostro di Alimuri giace sotto la falesia, mentre le onde rumoreggiano e lo coprono di schizzi. Doveva diventare un albergo. Ma ora, cinquant’anni dopo che fu autorizzata la sua costruzione – era il 9 marzo del 1964 – rimasto uno scheletro senza tramezzi né infissi, solo piloni di cemento bucherellati, potrebbe avere i giorni contati. “Abbatteremo il mostro sulla roccia”, tuona Gennaro Cinque, sindaco di Vico Equense, il primo comune che si incontra imboccata la Penisola sorrentina. Cinque e l’assessore Antonio Elefante, che qui chiamano assessore al mostro, dicono di aver trovato una carta: “Dimostra che quel manufatto è abusivo, possiamo distruggerlo entro sei mesi”. Un’ordinanza emessa il 31 marzo ha avviato la procedura.

Sarebbe un colpaccio. Un segnale in controtendenza rispetto all’accavallarsi di notizie d’altra natura: ovunque sorgono parcheggi interrati, una specie di malattia che contagia da Vico Equense a Massa Lubrense, passando per Sorrento; spuntano viadotti che nessuno ha mai usato e nessuno mai userà; e anche il saporito “provolone del monaco” diventa un grimaldello per trasformare stalle in abitazioni: una norma infilata nel Piano casa prevede che chiunque abbia a che fare con il pregiato formaggio, anche se soltanto produce foraggio, può ampliare stalle e stabilimenti e in alcuni casi anche trasformarli in abitazioni.

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