Scuole, ecco le 10 che bocciano di più. Il Sud vince la classifica della dispersione (da la Repubblica – 18.04.2014)

 

In testa alla top ten dove nessun Istituto vorrebbe essere i tecnici della periferia napoletana più problematica. Seguita da alcuni di Palermo

di SALVO INTRAVAIA

Disegno-Scuola4Ecco la classifica che le scuole temono di più: quella delle bocciature e di chi ha abbandonato le aule prima della fine dell’anno scolastico. O di coloro che a scuola non ci hanno messo piede neppure per un giorno o che hanno collezionato tante di quelle assenze da impedire ai professori di scrutinarli. Con una sola parola: dispersione. Che ovviamente vede in testa gli istituti superiori di quella parte di Napoli, come Scampia, dove i ragazzi a 14 o 15 anni  sono già mezzi uomini che considerano la scuola soltanto una perdita di tempo. Quelle scuole dove i ragazzi non ne vogliono sentire di stare fermi per ore in una classe e che spesso sono l’incubo dei malcapitati supplenti costretti ad accettare quell’incarico pur di guadagnarsi la pagnotta. 

ECCO LA TOP TEN

A stilare il ranking della dispersione scolastica in Italia è stata Skuola.net. Nella top ten, le prime cinque posizioni sono occupate da altrettanti istituti superiori di Napoli. Al Melissa Bassi, proprio nel rione noto in tutto il mondo per le famigerate Vele, nel 2012/2013 i promossi sono stati addirittura meno dei bocciati: il 45,5 per cento. Ovviamente, nel 54,5 per cento rimanente ci sono i bocciati e tantissimi dispersi che a scuola, nonostante l’obbligo, non hanno mai messo piede. Ma anche coloro che hanno gettato la spugna dopo qualche mese o qualche settimana di lezioni. Al secondo posto, con il 46,3 per cento di promossi, il tecnico economico Caracciolo, sempre di Napoli. 

Molti o pochi tutti questi bocciati? In Campania, la media dei promossi  –  per tutti gli indirizzi scolastici  –  è stata dell’87,1 per cento. A livello nazionale, le medie degli indirizzi interessati sono decisamente più alte. Nei professionali i promossi toccano quota 80,6 per cento che sale all’85,2  nei tecnici. Il primo istituto nella top bad fuori dalla Campania è il Bertarelli di Milano: un istituto professionale ubicato in centro frequentato da tantissimi studenti stranieri. Nel 2012/2013 i promossi si fermarono a quota 57,2 per cento. C’è poi, al settimo posto, il Rosa Luxemburg di Roma, con il 58,9 per cento di promossi e il Duca Abruzzi di Palermo che è riuscito a collezionare poco più di 6 promossi su cento: il 60,9, per la precisione. 

Esattamente gli stessi di un altro istituto del capoluogo siciliano: l’alberghiero Piazza. La dispersione impera quasi sempre negli istituti tecnici e professionali, come un altro alberghiero, questa volta l’Artusi della capitale con 61 promossi e 39 tra bocciati e desaparecidos su cento.  Chiude la top ten meno ambita dai presidi italiani il Sassetti-Peruzzi di Firenze, con il 61,7 per cento di promossi e l’istituto professionale per l’agricoltura Paolo Balsamo, ancora di Palermo, che ha promosso il 61,8 per cento di studenti. Le performance dei licei sono distanti anni-luce da quelle di tutti gli altri istituti. Anche perché nei tecnici e nei professionali “per tradizione” si iscrivono gli studenti delle medie “meno attrezzati” e provenienti dai contesti più deprivati. 

I ragazzi di skuola.net hanno voluto vedere come varia la dispersione scolastica da un anno all’altro. E c’è chi sale e chi scende. Nella top five delle scuole che hanno fatto registrare un’impennata di bocciati e abbandoni c’è il tecnico Majoirana di Palermo, che fa segnare un meno 18,7 per cento di promossi in un solo anno. Mentre nella top ten delle scuole che sono riuscite a mettere un freno agli abbandoni e alle bocciature figura il Rossellini di Roma, che in 12 mesi è riuscito a recuperare quasi 20 punti. Poi i ragazzi hanno passato in rassegna tutti gli istituti superiori delle dieci maggiori città italiane: quasi 600 tra licei, tecnici e professionali. E hanno scoperto che il classico con la dispersione più alta d’Italia è ancora a Napoli: lo Sbordone, con appena l’87,4 per cento di promossi.

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