“Restituiamo soldi ai cittadini senza alzare le tasse, è la prima volta” (da La Stampa – 18.04.2014)

L’INTERVISTA

Mario Calabresi intervista il premier Matteo Renzi: “Diamo ottanta euro al mese a sei milioni e mezzo di persone. A due milioni e ottocentomila ne diamo tra i sessanta e gli ottanta. Abbiamo allargato la fascia delle persone interessate dall’intervento abbassando i contributi. Ma leggendo i giornali sembra che terrorizziamo le persone distribuendo denaro. È curioso no?”

Il premier Matteo Renzi e il direttore de La Stampa Mario Calabresi

ANDREA MALAGUTI
ROMA

Abbiamo parlato a Matteo Renzi con i Google Glass. Gli occhiali computer. La prima intervista di questo tipo a un Presidente del Consiglio. Li ha indossati Mario Calabresi, il direttore de La Stampa, entrando a Palazzo Chigi. Ha filmato ogni cosa. Gli occhi trasformati in telecamere. Capaci non solo di registrare l’esterno, di restituirne il dettaglio, di catturare le reazioni con una precisione da entomologi, ma anche di ricevere in tempo reale – e dunque di girarle a Renzi – le domande dei nostri lettori.

Un’esperienza completa, pluridimensionale, di quaranta minuti. Le guardie di Palazzo. L’auto blu. Lo scalone su cui i Chigi passavano a cavallo. I marmi, la scrivania, i dipinti, i faldoni, le cravatte piegate sotto la specchiera, il balcone del premier – «scusate lì non vi seguo, ce n’è già stato un altro che usava i balconi, io no» – soprattutto il dialogo sui provvedimenti economici che oggi sono discussi un’ultima volta in consiglio dei ministri (alle 15.30) e poi spiegati in una successiva conferenza stampa.

Ecco il video integrale dell’intervista con i “Google glass” di Mario Calabresi a Matteo Renzi 

Presidente partiamo dagli ottanta euro. Per darli dovrete alzare le tasse? 

«No. E francamente sono abbastanza sorpreso. In questi giorni ci sono state più bufale sui giornali che in Campania. Questi denari non vengono con l’aumento delle tasse per chi guadagna di più. Certo, ci sono degli interventi che sono solo per quest’anno. Per esempio il miliardo e quattrocento milioni di Banca d’Italia dopo l’operazione, molto discussa, della rivalutazione delle quote. Ma si è innescato un processo di revisione della spesa che si basa sull’utilizzo dell’innovazione tecnologica nella pubblica amministrazione che ci consentirà di recuperare 6 miliardi quest’anno, 15-17 il prossimo e oltre 30 nel 2016. Quindi il taglio delle tasse è strutturale. E poi ci sono delle cose anche simboliche. C’è il taglio delle auto blu. Che non porta cifre straordinarie, ma dimostra che noi non vogliamo sprecare nemmeno un centesimo. Ogni ministero potrà averne al massimo 5».

Ma gli ottanta euro sono diventati 40?

«Se leggo i giornali vedo che questa operazione è finanziata da tagli alla sanità e tagli agli stipendi. Non è così».

Ottanta o quaranta?

«Diamo ottanta euro al mese a sei milioni e mezzo di persone. A due milioni e ottocentomila ne diamo tra i sessanta e gli ottanta. Abbiamo allargato la fascia delle persone interessate dall’intervento abbassando i contributi. Ma leggendo i giornali sembra che terrorizziamo le persone distribuendo denaro. È curioso no? Stanno tutti a fare gli schifiltosi. Ma è la prima volta in cui i soldi si restituiscono anziché prenderli».

Perché lei parla poco di evasione fiscale?

«Prima mi sono mosso. Ora comincio a parlarne. Noi stiamo facendo un’operazione di documentazione economico e finanziaria molto rigorosa grazie soprattutto al ministro Padoan. Evitando di fare il solito giochino di annunciare che i fondi che servono per i cittadini li copriamo con l’aumento della lotta all’evasione. Sarebbe semplice. Basta mettere una cifra e sei a posto. Noi abbiamo già recuperato 300 milioni e lo diciamo. Ma lo spazio di recupero vero, che è enorme, non si ottiene non con i blitz a sorpresa Cortina o sul Pontevecchio. Ma con l’incrocio delle banche dati. In giugno la fatturazione elettronica ci darà una grande mano su questo».

Tecnologia, modernità, semplicità, orgoglio. Le sue parole chiave. Il discorso si allarga su ogni singolo aspetto dell’intervento. Poi alle donne. Al Presidente della Repubblica. E per qualche minuto si focalizza sull’ex numero uno delle Ferrovie Mauro Moretti, nominato amministratore delegato di Finmeccanica.

Con Moretti avete litigato. Adesso è a capo di una delle aziende strategiche del Paese.

«Moretti ha detto sui compensi ai manager una serie di cose che non condividevo e non condivido. Le ha dette in un modo che non mi è piaciuto. Io la penso come Olivetti, soprattutto se penso alle aziende pubbliche. Un manager non dovrebbe guadagnare più di dieci volte tanto quello che prende l’ultimo assunto. Qui parliamo di cifre molto più alte».

Dunque perché Moretti a Finmeccanica?

«Perché è bravo. Ha risanato l’azienda. E poi basta fare il raffronto tra ferrovie e Alitalia. Quando è arrivato Moretti le due aziende erano in condizioni simili. Guardate la differenza ora. Poi è chiaro che ogni scelta è discutibile».

Su Alitalia state chiudendo?

«Ci stiamo lavorando».

Renzi si blocca. «Me li fate provare gli occhiali?». Per un attimo si sente librare come se fosse colto da un’allucinazione. «Mi ci devo abituare». Li sfila. Si alza. «Dai basta. Devo vedere Padoan. E Delrio. Ma ve l’ho detto che il 19 maggio, a Firenze, facciamo la partita del cuore per Emergency». In effetti no. «Beh, vi dico la formazione. Baggio 11, Antognoni 10, Batistuta 9. Indovinate un po’ chi fa l’8? Loro mi passano la palla e io, tic, la butto dentro».

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