Il bonus Irpef ritoccato a 80 euro. Pagano le banche, salva la Sanità. Slitta l’intervento per gli incapienti (da La Stampa – 18.04.2014)

Per i redditi fra i 18mila e i 24mila euro l’anno (1200-1500 euro netti al mese) il bonus sale da 620 a 640 euro. Renzi: presto misure per chi è sotto gli 8 mila. La tassa per la rivalutazione delle quote in Bankitalia passa invece dal 12 al 20%

ANSA – Il presidente del Consiglio Matteo Renzi con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio e il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoin.
ALESSANDRO BARBERA

Non fosse mai che qualcuno mettesse in dubbio la sua parola: 80 euro aveva promesso, 80 euro devono essere. Non uno di più, non uno di meno. E così nell’ultima bozza del decreto fiscale approvata dal Consiglio dei Ministri sono spuntati i 20 euro che ieri mancavano all’appello. Per i redditi fra i 18mila e i 24mila euro l’anno (1200-1500 euro netti al mese) il bonus sale da 620 a 640 euro. Salta però il bonus per i lavoratori con redditi inferiori agli 8 mila euro. «La voce degli incapienti e partite Iva sarà inserita in provvedimenti nelle prossime settimane e mesi», spiega il premier Matteo Renzi. Per chi sta fra 8 mila e 18 milaeuro è confermato un bonus pari al 3,5% del reddito complessivo.

L’altra novità dell’ultima ora è la cancellazione dei tagli alla sanità. Non noccioline: avrebbero dovuto garantire – solo quest’anno – quasi un miliardo di euro. Per compensare quel mancato gettito pagheranno dazio le banche, con l’aumento della tassa per la rivalutazione delle quote in Bankitalia: dal 12 per cento si sale al 20. Invece dei novecento milioni previsti in tre anni, pagheranno 1,5 miliardi in una sola rata. Aumentano i tagli alla Difesa – da 200 a 500 milioni – c’è un taglio al canone Rai per 150 milioni di euro. Entro il 30 giugno 2014 gli organi costituzionali – Camera, Senato, Presidenza della Repubblica e Corte Costituzionale – dovranno dare il loro contributo con una riduzione «non inferiore» ai 55 milioni di euro; la bozza di ieri si fermava a 51.

Sono confermate le quattro fasce per i dipendenti della pubblica amministrazione, la riduzione delle spese per consulenze, assunzione dei collaboratori, il taglio alla spesa delle auto blu e degli immobili. Le società a totale controllo pubblico subiranno un taglio lineare del 2,5 per cento, l’aliquota per le rendite finanziarie sale dal 20 al 26 per cento, compresi i conti di deposito. Servirà a finanziare il taglio dell’Irap a banche e imprese. Queste ultime, dopo un lungo lavoro di lobbing, sono riuscite a ottenere un ritocco dell’acconto di quest’anno: pagheranno il 3,7 per cento (invece del 3,75 della bozza di ieri). Il saldo di quest’anno scende invece al 3,5 per cento: è un taglio a regime dello 0,4 per cento rispetto a quanto si paga oggi. Si tratta di un taglio di circa il 10% in termini assoluti.

Per i mancati tagli alla sanità esulta su Twitter il ministro della Salute Beatrice Lorenzin: «Ufficiale, niente tagli alla Sanità! Non una vittoria perosnale ma dei cittadini e del SSn. Ora avanti tutta, con patto salute e riforme». Ma anche Renzi è soddisfatto. «Diamo ottanta euro al mese a sei milioni e mezzo di persone – spiega in un’intervista esclusiva al direttore della Stampa Mario Calabresi – e tra i sessanta e gli ottanta ad altri 2,8 milioni ma stanno tutti a fare gli schifiltosi». Per il premier «è la prima volta che i soldi si restituiscono». Per giugno il premier annuncia anche la fatturazione elettronica per combattere l’evasione fiscale.
Ecco le misure in pillole

IL BONUS IRPEF PER DIPENDENTI E CO.CO.CO 

È un «credito», in pratica un Bonus, quello che sarà riconosciuto ai lavoratori dipendenti e ai Co.Co.Co per ridurre l’Irpef. Ma di fatto funzionerà come detrazioni: sarà calcolato dal datore di lavoro che dovrà erogarlo «dal primo periodo di paga utile», rapportandolo ai mesi rimanenti. Riguarderà anche gli incapienti e sarà rimpolpato nel 2015 per consentire una analogo sconto per un numero maggiore di mesi. Nel 2014 il meccanismo è il seguente. Il bonus è del 3,5% per i redditi fino a 17.714 euro, poi si attesta a 640 euro tra questo valore e 24.500 euro. Quindi scende progressivamente fino a ridursi a zero sulla soglia dei 28.000 euro. Il meccanismo di erogazione sposta l’onere sul datore di lavoro (o sostituto d’imposta) che tratterrà l’importo per il lavoratore dalle trattenute che deve versare. Se non sono sufficienti può effettuare il saldo a fine anno. L’importo andrà indicato nel Cud e il lavoratore potrà anche usarlo per compensare imposte da pagare.

TETTO A STIPENDI DIRIGENTI, ANCHE PER MAGISTRATI 

Nuovi tetti agli stipendi dei dirigenti di amministrazioni e società pubbliche. Nessun compenso potrà superare quello del presidente della Repubblica, in base al quale (con riduzioni in percentuale) saranno calcolati anche i salari delle fasce più basse. Sono compresi nella misura anche organi costituzionali, Banca d’Italia e Autorità indipendenti, nonché magistratura e Servizio sanitario nazionale.

IRAP, ARRIVA IL TAGLIO, A METÀ NEL 2014 

Il taglio del 10% dell’Irap scatterà dal 2015, quest’anno invece si fermerà a metà strada. L’aliquota principale dell’Irap passerà dal 3,9% al 3,5% nel 2015 mentre per quest’anno è prevista un’aliquota intermedia del 3,75%. Calano anche le altre aliquote previste, da quelle per le banche a quelle per l’agricoltura: dal 4,2 si scende al 3,8 per cento, dal 5,9 al 5,3 per cento, dall’1,9 all’1,7%.

RENDITE FINANZIARIE, SALE IL PRELIEVO 

Sale al 20%, dal 12% finora previsto, l’aliquota dell’imposta sulle quote rivalutate di Bankitalia. È quanto prevede la bozza del dl Irpef che l’Adnkronos ha potuto consultare. Viene fissata al 26% l’aliquota sulle rendite finanziarie, esclusi i titoli di Stato.

IMU FABBRICATI RURALI 

Il dl Irpef-spending review elimina dal primo gennaio di quest’anno l’esenzione Imu per i fabbricati rurali ad uso strumentale. Erano stati esentati come le prime case nel 2013.

TAGLI DIFESA 

Salgono a 500 mln i tagli previsti per la difesa nel 2014. È quanto prevede una bozza di dl, che l’Adnkronos ha potuto consultare, ma che può ancora subire modifiche. La versione del documento circolata ieri prevedeva un taglio di 200 mln quest’anno e di 900 mln nel 2015. Nella bozza il taglio degli F35 non è indicata espressamente.

PALAZZO CHIGI, “SELF-TAGLIO”

Anche Palazzo Chigi è coinvolta nel piano di risparmi imposto dalla spending review. Secondo la bozza del dl Irpef in arrivo in Cdm, la presidenza del Consiglio concorre al raggiungimento degli obiettivi con un risparmio complessivo di 20 milioni nel 2014 e 24 milioni dal 2015.

SCONTI LETTERE ELETTORALI 

Addio agevolazioni per le lettere spedite per fare campagna elettorale. A partire da subito, quindi elezioni europee comprese.

P.A RISPARMIA SULLA LUCE 

Torna l’operazione ribattezzata “Cieli bui” per ridurre il costo dell’illuminazione pubblica in parcheggi, aree artigianali o industriali, esterni di edifici pubblici o monumenti. Saranno stabilite nuove norme per l’illuminazione stradale che tengano conto, oltre che della sicurezza, anche del risparmio energetico e del contenimento della spesa. Obiettivo «non inferiore a 100 milioni».

AUTO BLU 

La spesa per l’acquisto, la manutenzione, il noleggio di auto della p.a., nonché per l’acquisto di buoni taxi, (comprese Autorità indipendenti e Consob) non potrà superare da quest’anno il 30% della spesa sostenuta nel 2011.

ADDIO PRA 

Chiuderà il pubblico registro automobilistico. Le funzioni di registrazione della proprietà degli autoveicoli passano al Ministero dei Trasporti, così come il personale adibito. Risparmio di spesa: almeno 60 milioni dal 2015.

SOCIETÀ PUBBLICHE 

Le società a totale partecipazione pubblica diretta o indiretta dello Stato dovranno tagliare i costi «nella misura non inferiore al 2% nel 2014 e al 3,5% nel 2015». La disposizione non si applica alle società per le quali «alla data di entrata in vigore del decreto risultano già avviate procedure volte ad una apertura ai privati del capitale» (quindi al momento Enav e Poste)

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