Grams, il Google del Dark Web (dal Corriere della Sera – 18.04.2014)

Il servizio è dedicato essenzialmente alla ricerca tra i commerci per lo più illegali che fioriscono nella parte oscura della Rete. Dalla droga alle armi

di Riccardo Meggiato

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Il Dark Web, o Deep Web che dir si voglia, è quella parte del web non coperta dagli abituali motori di ricerca. E che non è possibile navigare con i normali browser. Il motivo sta nella natura stessa dell’Internet sommersa: da un lato si vuole proteggere l’anonimato e i contenuti del lato oscuro della Rete, dall’altro si vuole proteggere i navigatori inconsapevoli che rischiano di incappare in contenuti e servizi non proprio da centro commerciale. Perché nel Dark Web, oltre a materiale del tutto legale, più libero nel senso positivo di quello che si trova nel “Www”, pullulano i traffici illegali anche più loschi e deprecabili. Criminali di vario genere, anche vere organizzazioni mafiose o terroristiche, utilizzano la Rete nascosta per commerciare beni e servizi in barba alle leggi nazionali e internazionali: armi, droghe, manuali di costruzione di bombe. Ma si possono assoldare anche killer a pagamento o entrare in traffici anche peggiori, come abbiamo raccontato in questo reportage di Amalia De Simone.

Il nome significa “grammi”

I motori di ricerca dedicati a questa parte sommersa del web, fino a oggi, avevano il difetto di essere poco efficienti e piuttosto difficili da utilizzare, quindi ha destato scalpore il lancio, qualche giorno fa, di Grams. Che cos’è Grams? Diciamo che è un sito che sta al Dark Web come Google sta al “clear web”, cioè il web tradizionale. Un motore di ricerca facile e più veloce dei suoi colleghi, che scimmiotta l’interfaccia del gioiello di Mountain View. Il problema, però, è che questa semplicità si traduce in un accesso ancora più immediato a offerte di prodotti che mai, e poi mai, sarebbe possibile trovare in un normale sito di e-commerce. Grams, del resto, non fa nulla per nasconderlo, a partire proprio da nome, che significa “grammi”. Ci è bastato scrivere “cocaine”, per esempio, per ritrovarci davanti a una pagina ricca di offerte di droga, in vari tagli e costi. In genere si tratta di link diretti ad annunci privati, ma anche a siti che richiedono una semplice iscrizione, con un nome utente e una password. Si tratta di veri e propri cataloghi, dove la cocaina è solo uno dei tanti esempi. LSD, ecstasy, ma anche steroidi e stimolanti di tutti i tipi. Per non parlare di armi: cercando la parola “guns” (pistole), si trovano diversi modelli, e schemi per costruirsene una fai-da-te. Il problema è che accedere a queste pagine è già di per sé piuttosto semplice, ma con Grams è diventato davvero alla portata di tutti. Motivo per il quale abbiamo deciso di non spiegarvi ulteriormente come fare.

Pubblicità dell’illecito

Grams, al momento, è in versione “beta”, cioè di collaudo, e somiglia già molto a Google, con tanto di pulsante per far partire la ricerca, compreso il mitico “I’m feeling lucky” (“mi sento fortunato”). Da qualche prova, è chiaro che ha una marcia in più, rispetto agli altri motori del Dark Web: è più semplice, ha un’interfaccia più briosa e accattivante, ed è molto più veloce. L’anonimo autore intervistato da Wired non vuole fermarsi qui, e continuerà a prendere spunto da Google. Innanzitutto, ha intenzione di migliorare l’algoritmo di Grams, in modo che tenga conto del tempo in cui i siti sono attivi, del numero di transazioni e delle recensioni positive. E poi c’è il risvolto commerciale: vuole inserire un sistema simile ad AdWords, in modo che eventuali inserzionisti siano più visibili. Tante idee, insomma, scaturite da un paio di settimane di lavoro, a 14 ore al giorno, ma è chiaro che un aiuto sarebbe molto utile. Il problema, come racconta nell’intervista, è che non è affatto semplice trovare altri programmatori di cui fidarsi, lavorando comunque nell’anonimato.

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