Italiani troppo pigri: niente sport per quattro su dieci (dal Corriere della Sera – 17.04.2014)

Sedentarietà, sovrappeso, dieta scorretta e fumo causano oltre 40 tipi diversi di malattie croniche e fanno spendere ogni anno allo Stato 60 miliardi di euro

di Vera Martinella

Italiani sempre più pigri e sedentari: 23 milioni di connazionali, ovvero ben il 40 per cento della popolazione, non praticano alcuna attività sportiva. A dispetto dei tanti benefici (scientificamente provati) dell’esercizio fisico che, parte integrante di un corretto stile di vita, potrebbe contribuire a prevenire e curare l’80 per cento dei casi di malattie croniche che colpiscono un italiano su tre e costano al nostro Servizio Sanitario Nazionale circa 60 miliardi di euro ogni anno.
Muoversi per combattere un lungo elenco di malattie

«L’attività fisica è come un vero e proprio farmaco, da assumere in maniera sicura e controllata e come una medicina dev’essere “prescritta” – sottolinea Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale, durante la presentazione del progetto Movimento per la salute a Roma – . Sono sempre più frequenti, infatti, gli studi scientifici che mettono in risalto la stretta correlazione fra sedentarietà e insorgenza di tumori, patologie cardiovascolari, metaboliche e osteoarticolari, che hanno pesanti ripercussioni sociali ed economiche». Secondo un recente report statunitense fare ginnastica contribuisce a prevenire e curare oltre 40 patologie croniche, a guarire più in fretta e a diminuire notevolmente il rischio di ricadute, anche in caso di malattie gravi come i tumori, diabete, depressione, ipertensione, patologie cardiovascolari, obesità, ansia e osteoporosi. Insomma, proprio al pari di un farmaco (e senza possibili effetti collaterali),il movimento aiuta a non essere sovrappeso e a tenere lontane un lunghissimo elenco di malattie croniche che insorgono proprio a causa delle “cattive abitudini” (a cui vanno aggiunte una dieta scorretta e il fumo), «garantendo considerevoli vantaggi sia alle persone sia al Sistema sanitario, riducendo i costi di ospedalizzazioni e uso dei medicinali ricorda Sergio Pecorelli, presidente dell’Agenzia italiana del farmaco». E’ in questo contesto che nasce Movimento per la salute, organizzazione nazionale «che ha realizzato il primo sistema integrato tra i medici di medicina generale e i centri sportivi sul territorio nazionale, per consentire ai pazienti sedentari o con patologie croniche di poter usufruire di un esercizio fisico controllato e in sicurezza – dichiara Giampaolo Duregon, presidente Anif (Associazione nazionale impianti per il fitness & per lo sport) -. Il progetto si occupa, infatti, sia di formare il personale tecnico dei centri sportivi, sia di dotare il Medico di un semplice sistema di comunicazione software con i Centri sportivi, per prescrivere e poi monitorare l’attività fisica effettivamente svolta dai pazienti e i suoi effetti sulla salute».

Lo sport come medicina anticancro

Molti studi hanno dimostrato che chi fa attività fisica regolare si ammala meno anche di tumore: «Tenersi in forma riduce il rischio di sviluppare molte forme di cancro – commenta Francesco Cognetti, presidente della fondazione Insieme contro il cancro -. Nelle donne più atletiche, ad esempio, è stata stimata una diminuzione della probabilità di ammalarsi di cancro al seno del 20 per cento». Inoltre muoversi (dal semplice camminare a una vera e propria attività sportiva, a seconda delle possibilità di ciascuno) è un mezzo efficace per contrastare alcuni degli effetti collaterali secondari ai trattamenti (come il linfedema del braccio nelle donne operate di tumore al seno) sia per ridurre i rischi di recidiva. Recentemente sono poi arrivate prove anche sull’utilità della «pre-riabilitazione» nei pazienti che hanno ricevuto una diagnosi di cancro: ovvero iniziare gli esercizi prima delle cure pare contribuire notevolmente sia a migliorare l’esito dei trattamenti che a ridurre le possibilità di complicazioni.

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