L’angelo del fiume Sarno: così un ex poliziotto ne tutela le sorgenti e le popola di cigni (da la Repubblica – 16.04.2014)

 

E’ il fiume più inquinato d’Europa. Ma da cinque anni, Aniello Robustelli, ex ispettore di Polizia ferroviaria, si dedica al corso d’acqua…

di PAOLO DE LUCA

183458534-10ea416d-2fdb-4ef7-81e2-07cbd9ccebb9Che sia il fiume più inquinato d’Europa, lo sanno tutti. Da qualche tempo, persino le sue sorgenti rischiano il dissesto ecologico. Ma c’è qualcuno che lavora quotidianamente per preservarne almeno un tratto, ripulendo l’area e tutelandone i fondali. E alla fonte Rio di Palazzo del Sarno, l’acqua ritorna cristallina. Con tanto di anatre e cigni bianchi e neri a nuotarci dentro. 

Da cinque anni se ne occupa Aniello Robustelli, 56 anni, ex ispettore della Polizia ferroviaria di Salerno, in forza al compartimento di Napoli. Il suo è un lungo volontariato, che svolge senza alcun sussidio istituzionale. “Tutto è iniziato nel 2009 – spiega – Passando davanti al lungofiume di Sarno, la mia città, notavo sempre rifiuti vari depositati, tra ceramiche, bottiglie di plastica galleggianti, persino pezzi d’auto abbandonati. Ho deciso di intervenire attivamente, rimuovendoli una volta per tutte”. 


Olio di gomito, stivali e guanti: Aniello ripulisce ogni giorno l’area, draga il fondale, rimette a posto un ponticello di legno che cavalca il fiume. Inserisce anche delle reti metalliche a favore di corrente, per catturare i detriti trasportati e restituisce dignità all’antichissima fonte (già conosciuta dai romani, che la utilizzarono come mezzo d’irrigazione per i campi in zona). Da qualche tempo nell’area vivono una famiglia di cigni, due germani reali e diverse anatre. D’inverno, come d’estate, Aniello è sempre lì, a provvedere ai suoi pennuti e a ripulire gli argini del Sarno. Vi si immerge fino alla vita per verificare la stabilità del ponticello e provvedere alle attività quotidiane: qualche erbaccia da strappare o piccoli rifiuti da rimuovere. 

“Oggi l’acqua è finalmente limpida e trasparente – annuncia – qualche volta l’ho persino bevuta. Fa male sapere che di lì a poco incontrerà scarichi industriali e discariche, inquinandosi irrimediabilmente. Qui almeno cerchiamo di fare del nostro meglio”. Gli abitanti di Sarno apprezzano, ogni tanto danno una mano. “L’importante è dare il buon esempio. La civiltà parte proprio dall’educazione tra concittadini. Un tempo qui c’erano perennemente rifiuti e immondizia. Ora la gente, vedendo la rinascita del posto, s’impegna in prima persona a preservarlo”. Il fiume Sarno, lungo circa 25 chilometri,  ha quattro fonti sorgive (Rio Cerola, Foce, Marino e Palazzo). Qualcun altro ha seguito l’esempio dell’ex ispettore. Come il signor Peppe, un contadino di settant’anni: “Ha un terreno vicino al fiume – conclude Aniello –  che ha trasformato in una piccola oasi, pulita e accessibile gratuitamente a tutti, con giostrine e area per picnic”.

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