Caos Tasi, la prima rata a giugno: pagheranno anche gli inquilini (da la Repubblica – 16.04.2014)

I comuni sono ancora in alto mare con le delibere per fissare aliquote, ma l’imposta c’è comunque una certezza: prima scadenza il 16 giugno, e non solo proprietari tenuti a pagare; gli obblighi sono a carico anche di coloro che usano gli immobili, seppure per una quota molto ridotta

di ANTONELLA DONATI

Caos Tasi, la prima rata a giungo: pagheranno anche gli inquilini

L’identikit dell’imposta. La Tasi è stata istituita, con la Legge di stabilità, formalmente per il pagamento dei servizi indivisibili erogati dai comuni (illuminazione e manutenzione stradale innanzitutto), in pratica per coprire le spese che in precedenza i comuni sostenevano grazie al gettito dell’Imu, ma che una volta abolita definitivamente l’imposta sulla prima casa, sono rimaste scoperte. Di qui l’idea di abbinare all’Imu la Tasi, che, guarda caso, si paga anche sull’abitazione principale. Anche in questo caso, quindi, un’imposta patrimoniale, pur se con un nome diverso. La base di calcolo per la Tasi, infatti, è la stessa prevista per l’Imu, vale a dire la rendita catastale dell’immobile rivalutata del 5 per cento e moltiplicata per 160 per gli immobili per uso abitativo e relative pertinenze, 140 per i laboratori, 80 per gli uffici e 55 per negozi e botteghe. Quanto alle aliquote, la legge ha previsto per il 2014 un tetto massimo i al 2,5 per mille, con la possibilità di prevede aumenti fino all0 0,8 per mille, arrivando quindi

fino al 3,3 per mille, per finanziare agevolazioni e detrazioni legate al reddito e alla composizione del nucleo familiare, in riferimento alla Tasi dovuta sulla prima casa, che quest’anno si pagherà, però, in un’unica soluzione il 16 dicembre. 

Le seconde case e gli immobili affittati. Andranno invece alla cassa tra meno di due mesi tutti coloro che possiedono immobili che non rientrano nella definizione di prima casa e quindi non sono esenti da Imu, ossia immobili accatastati in una delle categorie A/1, A/8 e A/9,  appartamenti dati in locazione o in comodato o comunque non abitati dal proprietario, uffici, e locali commerciali di qualunque tipologia. In tutte queste situazioni la Tasi si versa in due rate, il 16 giugno e il 16 dicembre, insieme all’Imu. L’aliquota della nuova imposta dovrà essere fissata dai comuni entro il 31 maggio. In caso di ritardi il 16 giugno si pagherà l’acconto con un’aliquota pari all’1 per mille. E gli inquilini saranno chiamati a fare la loro parte.

La quota a carico di chi occupa l’appartamento. In base alla Legge di stabilità la Tasi, infatti, deve essere versata sia dal possessore che dall’utilizzatore dell’immobile, in tutti i casi di locazione o comodato con durata superiore ai sei mesi nel corso dell’anno. Per le durate inferiori, quindi anche per le locazioni per le vacanze, l’unico tenuto a pagare è invece il proprietario. Le norme che chiamano alla cassa anche gli inquilini, peraltro, non permettono scappatoie: non è ammesso un pagamento unico per la Tasi, quindi l’obbligo per il proprietario di versare e poi chiedere il rimborso all’inquilino, ma ciascuno degli interessati dovrà versare la sua quota e ne sarà responsabile E se l’inquilino non paga in ogni caso non ne risponderà il padrone di casa. I calcoli, però, non saranno nè semplici né immediati. Come se non bastasse la nuova complicazione, infatti, la legge stabilisce che per l’inquilino la quota di Tasi dovuta dovrà essere compresa tra il 10 e il 30 per cento dell’ammontare complessivo. A stabilire quale sarà effettivamente la percentuale dovuta dovranno essere anche in questo caso i comuni. Si profila insomma, l’ennesimo pasticcio, a meno che i comuni non saranno così efficienti da stabilire le aliquote con largo anticipo.

Base imponibile e pagamenti. Quanto al calcoli, dato che non c’è obbligo per il proprietario dell’immobile di comunicare all’inquilino l’importo dovuto, e dato che per la prima rata difficilmente potranno arrivare i bollettini precompilati inviati dai comuni, inquilini e comodatari dovranno attrezzarsi autonomamente nel fare i calcoli. Per questo potranno essere utilizzati i dati catastali che debbono obbligatoriamente essere indicati nei contratti di locazione.  Per il pagamento si potrà poi utilizzare il modello F24 anche compensando altre imposte, per chi sceglie questa opzione in sede di dichiarazione dei redditi. Anche la Tasi come l’Imu, infatti, può essere versata con questa modalità. 

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