Taglio Irpef, le valutazione dell’Istat: sconto di 714 euro l’anno per i più poveri. Sgravi anche per 620 mila imprese (da La Stampa – 15.04.2014)

I calcoli sulle detrazioni previste nel Def del governo Renzi. Benefici anche per le famiglie più ricche: 451 euro di guadagno. Coinvolte nelle misure il 72,2% delle aziende. Ma preoccupa l’occupazione

Il preannunciato taglio della pressione Irpef sul lavoro dipendente si tradurrà in un «guadagno medio annuo per beneficiario pari a 714 euro per le famiglie più povere». È il risultato di una simulazione Istat illustrato da presidente facente funzione dell’Istituto, Antonio Golini, nel corso dell’audizione sul Def nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato. In particolare secondo l’Istat «il beneficio relativo della revisione Irpef, misurato come minore imposta in rapporto al reddito della famiglia di appartenenza dei beneficiari – ha detto Golini – passa dal 3,4% del quinto di reddito più povero (ottenuto ordinando le famiglie in base al reddito equivalente e dividendole in cinque gruppi di pari numerosità) allo 0,7% del quinto di reddito più ricco. In valore assoluto, il guadagno medio annuo per beneficiario è pari a 714 euro per le famiglie più povere del primo quinto, 796 euro per le famiglie del secondo, 768 euro per quelle del terzo quinto, 696 per quelle del quarto quinto e 451 per le famiglie più ricche».

SGRAVI PER DUE IMPRESE SU TRE

Non solo le famiglie, anche le imprese beneficeranno del Def. «L’elevata presenza di imprese con base imponibile negativa o nulla a fini Irap restringe la platea degli interessati al provvedimento» cioè al taglio del 10% dell’Irap previsto dal Governo. Lo dice l’Istat in audizione in Parlamento spiegando che si tratta quindi di 620mila imprese vale a dire il 72,2% (circa due su tre) delle società considerate.

PREOCCUPA L’OCCUPAZIONE

«Dal 2008 al 2013 la perdita è stata di quasi 1 milione di occupati (-984.000 pari al 4,2%)». Lo dice l’Istat in audizione in Parlamento spiegando che le differenze territoriali si sono amplificate col Mezzogiorno che rispetto al 2008 ha registrato un calo del 9% contro il 2,4% del Nord.

PIL IN LIEVE ACCELERAZIONE

L’Istat evidenzia «un moderato miglioramento dei ritmi di attività economica». In particolare – dice in audizione in Parlamento – «nel primo trimestre 2014 il Pil è previsto in leggera accelerazione rispetto al quarto trimestre 2013 (+0,2%)». Le misure del Def, inoltre, produrranno un effetto positivo sul Pil dello 0,2% e sul fisco per 11,3 miliardi all’anno. È quanto stima l’Istat in audizione in Parlamento. Al netto degli interventi di copertura delle maggiori spese e minori entrate previste dal Def, l’effetto positivo della crescita potrebbe essere ridotto a circa 0,1%.

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