Fascicolo sanitario elettronico per tutti gli italiani entro giugno 2015 (dal Corriere della Sera – 15.04.2014)

Il Ministero minaccia tagli di fondi alle Regioni in ritardo. Siti più avanzati in Veneto, Toscana, Emilia-Romagna, Lombardia, Trentino, Sardegna

di Ruggiero Corcella

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A Bologna, ad esempio, anche grazie alla possibilità di prenotare esami e visite da casa senza recarsi al punto Cup (Centro unico di prenotazione), il Fse è stato attivato per il 45% dei residenti fra 36 e 45 anni. Ma il risultato più sbalorditivo lo ha ottenuto il Trentino dove, grazie al progetto del sito online “TreC – Cartella Clinica del Cittadino” (trec.trentinosalute.net) in cento giorni (da dicembre scorso a marzo), l’adesione al Fascicolo sanitario è schizzata al 93% quando è stata aggiunta una piattaforma di servizi “collaterale”. Si tratta del “Taccuino personale del cittadino”, una sezione del sito a lui riservata per offrire la possibilità di inserire dati ed informazioni personali, documenti sanitari, un diario degli eventi rilevanti e i promemoria per i controlli medici periodici. Alla piattaforma si sono iscritte oltre 28mila persone, con oltre 250mila referti visualizzati e circa 600mila accessi alla home page. I risultati sono stati presentati in un recente convegno, organizzato a Trento dalla Fondazione Bruno Kessler, ente di ricerca della Provincia autonoma di Trento che opera nel campo scientifico tecnologico e delle scienze umane e che ha realizzato il progetto TreC. Nei primi cento giorni dell’iniziativa, portata avanti in collaborazione con l’Azienda provinciale per i servizi sanitari, sono stati anche emesse 482mila ricette elettroniche, con un coinvolgimento quasi totale dei medici di famiglia.

«Il problema che dobbiamo affrontare oggi è rendere il sistema efficiente e a misura del cittadino – racconta Giandomenico Nollo, responsabile del Progetto Innovazione e Ricerca Clinica in Sanità della Fondazione -. Il nostro obiettivo è fare diventare la cartella digitale del cittadino non solo un oggetto a sua disposizione, ma un modello di cura e poi cominciare a costruire i piani diagnostico-terapeutici veri e propri: per il diabete, piuttosto che per la salute mentale o la frattura del femore. Tutto questo comporta un cambio di paradigma culturale rispetto al rapporto tra cittadino e sanità a cui eravamo abituati». «Abbiamo pensato a un sistema – spiega Diego Conforti, referente Area Innovazione e ricerca sanitaria del Dipartimento Salute e solidarietà sociale della Provincia Autonoma di Trento – che consentisse al cittadino di interagire con il Servizio sanitario nazionale, di condividere informazioni con i professionisti della salute e di essere accompagnato lungo il percorso della sua vita». Il portale web può essere così utilizzato per avere il proprio “libretto sanitario elettronico”, che permette l’accesso alla documentazione clinica (referti, esami di laboratorio, lettere di dimissione). Ma anche per creare un “diario della salute”, inserendo dati sulle proprie condizioni per tenere traccia dell’evolvere di una patologia, o dell’attività fisica, o della dieta, o più semplicemente per avere una lista sempre aggiornata dei medicinali assunti. O ancora, come canale di comunicazione diretta con i propri medici e con tutte le strutture sanitarie. Attraverso internet, inoltre, è possibile consultare le ricette farmaceutiche e specialistiche, pagare online (con carta di credito) una o più prestazioni sanitarie, gestire anche la cartella dei propri figli oppure dei genitori.

L’evoluzione della piattaforma prevede, ad esempio, la possibilità di interfacciarsi con strumenti di auto-misurazione domestici (bilance, glucometri, apparecchi per la misurazione della pressione) per consentire un monitoraggio remoto più efficace. «Lavoriamo su due fronti – aggiunge Nollo – potenziando sempre di più le possibilità di TreC e inserendo strumenti nuovi anche attraverso progetti europei come “i-Locate”: il cittadino prenota la propria visita e con questo sistema dovrebbe avere tutto un percorso predisposto fino dentro l’ospedale, in modo che quando arriva dallo specialista non deve più passare dagli sportelli, pagare e così via. Assieme a Barcellona e Copenaghen stiamo progettando un sistema di cartella personale del cittadino per la cura del malato mentale bipolare, utilizzabile con il cellulare». Molte Regioni già prevedono il “taccuino personale”, che rappresenta in realtà un’evoluzione del Fascicolo sanitario elettronico: quel Fascicolo sanitario di seconda generazione invocato da Fabrizio Ricci, dirigente di ricerca del Laboratorio virtuale di sanità elettronica dell’Istituto di tecnologie biomediche del Cnr di Roma e coordinatore del gruppo di studio sul Fse composto dagli esperti della Società Italiana di Telemedicina e sanità elettronica e dai ricercatori del Cnr. I risultati del loro lavoro sono contenuti nel libro “Verso il Fascicolo Sanitario Elettronico: elementi di riflessione” (R.A. Edizioni). «Come società scientifica della telemedicina e della sanità elettronica italiana – dice Giancarmine Russo, segretario della SIT – non possiamo non essere che favorevoli ad un uso pervasivo dei nuovi strumenti di e-Health. Vorremmo solo che fossero pensati e utilizzati meglio. C’è però bisogno di una riflessione: l’opinione pubblica è veramente informata e consapevole? Occorre poi andare verso un fascicolo di nuova generazione che al posto di una collezione di pdf, come i referti online, consenta di usare i dati clinici degli assistiti per realizzare, tramite elaborazione, la rivoluzione culturale della system medicine e la personalizzazione della cura».

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