Fusione porti Salerno-Napoli, Caldoro si propone da garante: un coro di proteste (dal Corriere del Mezzogiorno – 14.04.2014)

Bocciata la riforma di Lupi che prevede una sola Autorità: «Si mette insieme uno scalo che funziona e uno immobile»

SALERNO – «Con rivalità tra Napoli e Salerno vince Civitavecchia. Serve visione strategica e non locale. La portualità è una grande scommessa». Stefano Caldoro tenta di smorzare i toni sulla polemica dell’Autorità portuale unica tra Salerno e Napoli – prevista nella riforma del ministro Lupi – che porterebbe all’unificazione dei due scali. Ma non basta. Perchè nonostante le rassicurazioni del governatore, da Salerno si levano cori di protesta che rischiano di travolgere lo stesso presidente della giunta regionale che sostiene il progetto. Ma Caldoro insiste: «Nessuno deve temere – twitta – 350 milioni trovati dalla Regione. Per i due nostri porti sono io il garante. E’ scelta fatta quando nessuno ci credeva».

PARERI – Dopo la protesta del sindaco De Luca e degli industriali, che ha seguito il coro di contestazione bipartisan di alcuni parlamentari salernitani (Edmondo Cirielli di Fratelli d’Italia e Fulvio Bonavitacola del Pd), anche l’Asi solleva qualche perplessità. «Alimentata dal fatto che quel che si profila – dice il presidente Gigi Cassandra – che quel che si profila all’orizzonte è un accorpamento con un’Autorità portuale, quella di Napoli, che appare decisamente distante dagli standard di eccellenza raggiunti da Salerno».

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