Scoperta area cervello che innesca dipendenza gioco azzardo (da la Repubblica – 07.04.2014)

Lo studio dell’università di Cambridge. L’insula, che ha un ruolo chiave nelle emozioni, se ‘iperattiva’ porterebbe alla ludopatia

172136848-f4051fc5-5d0f-4a02-9976-f1487166c585ROMA – Identificata l’area del cervello che innesca la dipendenza dal gioco d’azzardo: è l’insula, la struttura della corteccia cerebrale che si trova fra il lobo frontale e quello temporale e che diventa iperattiva nelle persone con questo disturbo. La scoperta, pubblicata sulla rivista dell’Accademia di Scienze degli Stati Uniti (Pnas), si deve al gruppo coordinato Luke Clarkdell’università britannica di Cambridge, e potrebbe aprire la strada a nuovi trattamenti per questa dipendenza.

L’insula ha un ruolo chiave nelle emozioni. L’insula ha un ruolo chiave nelle emozioni e la sua attività anomala fa percepire in modo errato le possibilità di vincere a causa di una serie di errori, chiamati distorsioni cognitive, che portano a valutare male abilità, fortuna e probabilità e che sembrano incoraggiare ulteriormente il gioco.

Il test fra roulette e slot machine. 
Per verificare quale è la regione coinvolta in questa dipendenza, i ricercatori hanno esaminato volontari sani e persone con lesioni alla corteccia prefrontale ventromediale situata nei lobi frontali, all’amigdala e all’insula. Tutti sono stati sottoposti a due diverse attività di gioco d’azzardo: slot machine e roulette. Gli errori di valutazione del rischio si sono verificati in tutti i gruppi tranne che nelle persone con lesioni all’insula. “Sulla base di questi risultati –  rileva Clark – crediamo che questa regione del cervello potrebbe essere iperattiva nei giocatori dipendenti, che li rende più sensibili a questi errori di pensiero”. Futuri trattamenti per la dipendenza dal gioco d’azzardo, prosegue, “potrebbero cercare di ridurre questa iperattività, sia con farmaci sia con psicoterapie’.

I dati. In Italia il mercato dell’azzardo vale 90 miliardi di euro. Nel nostro paese l’illusione di ‘vincere facile’ e la convinzione che continuare a giocare, alle fine, farà recuperare le perdite, sono i ‘falsi miti’ dietro cui si nasconde circa l’1,65% dei giocatori, ossia i giocatori ‘problematici’, che sono a rischio di diventare dipendenti dal gioco d’azzardo. Secondo un’indagine Auser- gruppo Abele -Coop e Libera , le categorie più colpite sono le classi sociali più deboli. Tra loro spiccano gli over 65 che con tempo a disposizione sempre più spesso cedono alla giocata. Su mille anziani intervistati, il 70,7% ha ammesso di aver giocato almeno una volta nell’ultimo anno. Nel 16,4% dei casi la situazione diventa “problematica”.

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