Sanità: mentre i dirigenti cambiano, diamo milioni alle strutture private (dal Corriere della Sera – 07.04.2014)

L’esempio delle comunità terapeutiche per pazienti psichiatrici e di come si potrebbero razionalizzare gli investimenti pubblici

di Luigi Politano

Fin qui tutto normale. Se non fosse per come i soldi pubblici sono impiegati per la gestione di questi servizi. Il caso della struttura romana di Catacombe di Generosa è emblematico. Una palazzina di tre piani, con circa 20 stanze, spazi comuni per lavoro e socialità, un giardino per svolgere varie attività, tutto lasciato ad anni di abbandono. Inutilizzato. È la solita storia di ditte che si susseguono nei lavori, circa mezzo milione stanziato per la ristrutturazione (indicato anche dal cartello ben esposto all’esterno), messa in sicurezza e, dopo oltre nove anni di attesa, un centro già pronto e potenzialmente in grado di adempiere al servizio preposto rimane chiuso e abbandonato.

Qualche settimana fa, un gruppo di persone che lottano per l’emergenza abitativa ha provato ad occuparlo. Una lunga trattativa ha poi fatto rinunciare gli occupanti e, di fatto, la situazione è rimasta invariata.

Oggi, dunque, tale struttura interamente pubblica è lasciata a marcire, mentre i contribuenti elargiscono considerevoli somme a strutture private per soddisfare le necessità terapeutiche dei pazienti. Studi internazionali confermano che cure adeguate, in strutture adeguate, possono favorire notevolmente il reinserimento delle persone con disabilità all’interno della società – alcuni di questi pazienti oggi hanno un lavoro e una casa – e, probabilmente, usando maggiore attenzione a spese e responsabilità, oggi la via della guarigione sarebbe più semplice.

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