Motorizzazione e municipalizzate. Le «sforbiciate» promesse da Renzi (dal Corriere della Sera – 07.04.2014)

Nel mirino anche Aci e consorzi di bonifica. La domenica a Palazzo Chigi per il Def La visita di Casini: ha una capacità di lavoro impressionante, corregge da solo i conti

di Marco Galluzzo

ROMA – Quante volte ad ogni italiano è toccato pensare che la Motorizzazione è un ente inutile, poco efficiente, stressante per le sue code, svilente per la mancanza di rapidità? Al presidente del Consiglio forse è toccato più che ad altri, visto che tutti gli uffici della motorizzazione civile sono appena entrati nel suo mirino. Ha detto che il Senato, le Province, il Cnel, sono solo «un antipasto». Poi arriveranno altri provvedimenti, altre sforbiciate, altre soppressioni. E l’elenco è al momento in formazione sulla sua scrivania.

«Sforbicia-Italia» è il nome del progetto, annunciato in un’intervista al Quotidiano nazionale . Tradotto significa cancellazione, riforma, riorganizzazione di tutto quello che non funziona nel sistema pubblico. Per maggio Renzi ha promesso un intervento mai visto prima sul funzionamento della pubblica amministrazione. Ha già puntato l’indice contro le Soprintendenze, nel discorso sulla fiducia a Montecitorio, i Tar, il sistema delle autorizzazioni e delle conferenze di servizio per gli appalti pubblici, ora l’elenco si va allargando: «Interverremo su tutte le sacche di micropotere e sottopotere, santuari che finora nessuno ha mai pensato di toccare, e non risparmieremo nessuno», dice il premier.

Oltre agli uffici delle motorizzazioni, da Palazzo Chigi, trapela che potrebbero essere in qualche modo travolti dai provvedimenti del governo anche la rete dell’Aci, i consorzi di bonifica, il sistema delle municipalizzate. Per i dettagli occorrerà attendere, così come per l’elenco completo, ma in sintesi si capisce già oggi che alcuni organismi faranno la fine del Cnel, l’organo costituzionale che Renzi punta a chiudere, altri verranno profondamente riformati. «Già da ora in tanti possono cominciare a tremare», dicono nel governo.
Ieri Renzi ha trascorso quasi interamente la domenica a Palazzo Chigi. È uscito alle otto del mattino, per andare a messa, chiesa di Santa Maria in Via, poi è rientrato nel suo studio e ha lavorato per il resto della giornata. Insieme a lui il sottosegretario Luca Lotti e in serata anche Graziano Delrio. Di pomeriggio è andato a trovarlo Pierferdinando Casini, un incontro di poco meno di un’ora, un giro d’orizzonte sui provvedimenti in cantiere, non solo al Senato e la conferma di un rapporto amicale: «Corregge da solo il Def, ha una capacità di lavoro impressionante», dice l’ex presidente della Camera, che insieme al premier ha visto degli scampoli della partita della Fiorentina.

Oggi probabilmente Renzi continuerà il suo lavoro sul Def insieme al commissario alla spending review, Carlo Cottarelli, e al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. Dopo il documento di previsione finanziaria, che sarà presentato domani, toccherà al decreto legge che introdurrà gli sgravi fiscali di cui circa dieci milioni di italiani dovrebbero beneficiare nella busta paga di maggio. Ieri fonti del governo hanno smentito qualsiasi retromarcia sul taglio dell’Irap: a fine anno le imprese dovrebbero pagare il 5% in meno, nel 2015 la sforbiciata all’imposta più odiata dagli imprenditori dovrebbe arrivare al 10% dell’ammontare attuale.

Mercoledì il capo del governo sarà a Verona, fra gli stand di Vinitaly, poi nel pomeriggio alla riunione della direzione del Pd. Sabato aprirà la campagna elettorale del suo partito, a Torino, insieme a Chiamparino e Fassino, in vista del voto per il rinnovo del Parlamento europeo, che in Piemonte sarà abbinato alle elezioni regionali e comunali. Fra i candidati più in vista del Pd, per il parlamento di Bruxelles, Giusi Nicolini, nota alle cronache come sindaco di Lampedusa.

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