Confcommercio, credito solo a 26 imprese su mille  (da la Repubblica – 05.04.2014)

Oltre metà delle aziende italiane del terziario non riesce a far fronte al proprio fabbisogno finanziario: alle fine del 2012 era il 29,9%. Il 52,3% delle società che riceve fondi, ne ottiene meno di quelli che chiede

E così, complice la stretta creditizia, più della metà delle imprese italiane del terziario (51,5%) non riesce a far fronte al proprio fabbisogno finanziario: il dato, riferito al quarto trimestre del 2013, mostra un’impennata rispetto all’anno precedente quando le imprese che non riuscivano rispettare i proprio impegni erano il 29,9%.

Nell’ultimo trimestre del 2013 – rileva l’Osservatorio Credito Confcommercio (Occ) – nonostante siano in aumento le imprese del terziario in grado di fronteggiare senza difficoltà il proprio fabbisogno finanziario (+8% rispetto al trimestre precedente), per la stragrande maggioranza di esse far fronte ai propri impegni finanziari continua ad essere un problema.

Insomma il peggioramento delle condizioni generali del credito e il protrarsi della stretta creditizia (confermata peraltro dalla riduzione dei finanziamenti ai settori produttivi e alle famiglie per 62 miliardi tra settembre 2012 e settembre 2013 rilevata da Banca d’Italia), continuano a costituire un pesante freno all’attività e alle possibilità di investimento delle imprese, soprattutto per quelle di minori dimensioni e quelle del Sud.

A fine 2013 aumenta inoltre rispetto al trimestre precedente,

la cosiddetta “area di irrigidimento”, vale a dire la somma della quota di imprese che si sono viste accordare un credito inferiore rispetto a quello richiesto, insieme alla percentuale di aziende che non se lo sono viste accordare affatto. L’area di irrigidimento risulta aver colpito nei mesi di ottobre, novembre e dicembre del 2013, il 52,3% delle imprese contro il 49,1% nel trimestre precedente.

A livello geografico, il Mezzogiorno resta “terra bruciata”, con una quota di imprese che si sono viste negare, in tutto o in parte, il credito richiesto pari all’81% e una esigua percentuale – appena il 12,5% – di aziende che hanno ricevuto il credito pari o superiore a quello richiesto.

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