Il De Luca che piace, o che piacerebbe, ai salernitani (di Alberto Cardone)

Timida apparizione per le strade di Salerno del Sindaco che piace tanto ai salernitani.

foto Massimo PicaQualche giorno fa a Torrione, oggi al Quartiere Europa, si è rivisto all’opera il De Luca che i salernitani hanno tanto amato ed al quale, per circa un ventennio, hanno attribuito un larghissimo consenso elettorale, il De Luca che va nei quartieri della città per aprire cantieri, piccoli cantieri, ma di grandissima importanza, per chi in quei quartieri ci vive e ci lavora.

Non saranno opere progettate da archistar, non attireranno folle di turisti, studiosi, o di semplici curiosi, e men che meno i riflettori dei media nazionali, ma quanta importanza rivestono per il miglioramento della vivibilità di una città verso la quale negli ultimi anni ci si è eccessivamente distratti, con i risultati ampiamente e disperatamente visibili a tutti.

Personalmente lo ritengo un tentativo tardivo, il tentativo di recuperare un rapporto con la gente dei quartieri e con quella parte di Salerno che ha perso fiducia e che si è sentita tradita ed abbandonata, a seguito dei tanti eventi succedutesi negli ultimi tempi.

Certo, il consenso nei confronti di De Luca è ancora forte, ma quanto di questo consenso è dovuto all’abile campagna propagandistica messa in campo dallo stesso De Luca e da chi gli è vicino, anche attraverso l’utilizzo e grazie alla compiacenza di alcuni organi di stampa? Ed ancora, l’aver esercitato il potere in città per circa un ventennio, con tutto ciò che da questo ne può derivare, non ha potuto creare nel tempo uno zoccolo duro di afficionados pronti a tutto, pur di compiacere quello che ritengono essere il loro leader indiscusso, tanto indiscusso da coltivarne e ricavarne un vero e proprio culto della personalità? La chiamata alla armi contro i nemici di Salerno resta sempre il cavallo di battaglia preferito e più utile per il mantenimento del consenso, solo di quello, però, perché non riesco a capire cosa ne possa guadagnare la città. Ovviamente, la perdurante assenza di valide e concrete alternative fa il resto.

Il quadro descritto apparentemente non farebbe sperare nulla di nuovo e diverso per il futuro, eppure, eppure son certo che alla lunga gli errori commessi, sul piano politico ed amministrativo, insieme a qualche piccola e non piccola bugia detta, prima o poi si pagheranno, anche in termini di consenso.

Qualche errore politico commesso ha già prodotto i suoi effetti, negando a De Luca l’ingresso, dato per certo, nell’Esecutivo a guida Renzi. Di altri errori valuteremo a breve gli effetti prodotti, quelli, in primis, che deriveranno dalle decisioni che andranno ad assumere i Giudici della Corte d’Appello sulla ben nota presunta incompatibilità. Nel caso, i presumibili danni arrecati nei confronti della città, conseguenti alla ventilata nullità degli atti amministrativi assunti dalla Giunta comunale, se la sentenza dovesse essere sfavorevole a De Luca, sarebbero enormi e forse mai più riparabili.

I danni arrecati alla città, è appunto di quelli e solo di quelli che ho preoccupazione e di danni se ne stanno già arrecando.

Piazza della Libertà, che potrebbe rimanere nello stato attuale per anni ed anni, il Crescent, il cui destino resta incerto, sicuramente appeso ad un filo, la Metro, che arditamente si è messa in esercizio, ed a carico dei salernitani, ben sapendo che non poteva durare, insieme a ciò che potrebbe avvenire per altre mega opere già aperte, prime fra tutte il prolungamento del trincerone ferroviario, altra opera che sembra essere destinata a non essere completata nei tempi preventivati e promessi, solo per citare alcuni fatti che mi fanno fortemente temere per il futuro di Salerno.

Altri limiti l’azione dell’Amministrazione comunale li ha palesati nel non saper affrontare le emergenze, quelle storiche e quelle nel frattempo insorte.

Tra le emergenze storiche, il lavoro, quello che continua a mancare, ma soprattutto, quello che si continua a perdere. Nessuna attenzione, nessun provvedimento è stato assunto per arginare la moria di aziende della nostra già povera zona industriale. Può poco il Comune, non dico di no, ma mostrarsi assolutamente assenti ed indifferenti sicuramente non aiuta. Dare per scontato, come si dà, che Salerno possa vivere senza alcuna presenza industriale mi sembra sbagliato, oltre che assurdo.

Tra le emergenze nel frattempo insorte, quella del crescente inquinamento atmosferico e del rumore, segnalata dall’ARPAC e da Legambiente, mi sembra la più grave e la più bisognosa d’interventi seri e radicali. Anche qui, la risposta dell’Amministrazione De Luca è stata assolutamente risibile e perciò inefficace. La salute e la sua tutela è un bene primario, non lo sbiribizzo di qualche ambientalista, o pseudo ambientalista.

La città è su questi temi che vorrei potesse confrontarsi e non su un assurdo ed inconcludente dualismo con i suoi vicini e cugini, che nei numeri non può che vederci perdenti.

Ne saremo un giorno capaci?

Lo spero vivamente, se non per me, per noi, per i nostri figli e per i figli dei nostri figli.

Alberto Cardone

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