La Germania approva il salario minimo: 8,5 euro l’ora (da la Repubblica – 02.04.2014)

105204690-9564af9c-50a4-4553-8976-13cbcdb57179MILANO – Mentre in Italia vola la disoccupazione, lepensioni si mostrano ridotte all’osso pur aumentando la spesa e il governo prova a invertire la rotta con le discussioni sul Jobs Act, il gabinetto di Angela Merkel ha approvato il disegno di legge che introdurrà in Germania il salario minimo da 8,50 euro l’ora. La legge, elaborata dal ministero del Lavoro guidato dalla socialdemocratica Andrea Nakles, dovrebbe essere varata entro l’estate e entrare in vigore dal 1 gennaio 2015.

Si tratta di un provvedimento che ha provocato molte contestazioni in Germania, dove diversi economisti hanno segnalato il rischio che centinaia di migliaia di posti di lavoro vadano persi. Secondo l’accordo raggiunto dalla coalizione dei conservatori di Angela Merkel e dei socialdemocratici di Sigmar Gabriel, dal salario minimo sono esclusi i disoccupati di lungo corso (quelli che non lavorano da più di un anno) nei primi sei mesi di reimpiego. Mentre la norma varrà anche per i diciottenni e per i praticanti nel periodo di formazione.

La proposta bocciata dagli economisti e promossa dalla gente

dal nostro corrispondente ANDREA TARQUINI

Del Mindestlohn (salario minimo) profitteranno, calcola il governo, circa 3,7 milioni di lavoratori dipendenti. La maggior parte di loro risiedono nei Bundeslaender orientali, cioè nell’ex Ddr, dove oltre un quarto dei lavoratori dipendenti attualmente deve accontentarsi di paghe orarie inferiori agli 8,5 euro orari. Il salario minimo esiste già per legge in ben ventuno dei ventotto Stati membri dell’Unione europea. Naturalmente in ogni paese è applicato in modo diverso, sia per le tariffe calcolate sia per i criteri di applicazione. La tariffa minima è in vigore in Bulgaria, il più povero dei paesi della Ue, con 1,04 euro orari, quella più alta vige in Lussemburgo con 11,10 euro orari. Limiti d’età al di sotto dei quali si possono offrire retribuzioni inferiori al salario minimo sono in vigore ad esempio (25 anni) in Grecia, mentre in Olanda e nel Regno Unito vengono applicate paghe inferiori rispettivamente sotto i 23 e sotto i 21 anni.
La legge sul “mindestlohn” adottata dai ministri tedeschi dovrà ora essere approvata dai deputati del bundestag, la camera bassa del parlamento tedesco e anche dal bundesrat, la camera alta, ma entrambi i passaggi non dovrebbero rappresentare un problema. L’introduzione di un salario minimo in germania è un passo rivoluzionario, in un paese che storicamente ha sempre lasciato le parti sociali negoziare i salari in autonomia.

Nelle ultime settimane la Bda (Bundesvereinigung der deutschen arbeitgeberverbaende), la Confindustria tedesca, aveva criticato la misura, ritenendola un vero freno al mercato del lavoro per i più deboli, per esempio per i lavoratori di lungo termine e per chi non ha mai lavorato, e perchè ingiusta a livello nazionale, con i salari nell’ex Ddr al momento ancora inferiori a quelli della Germania ovest. Il Mindestlohn, con un consenso tra i tedeschi che sfiorava l’80%, è stata la condizione sine qua non per convincere i socialdemocratici a entrare nel governo di grande coalizione, con la cancelliera e il suo partito conservatore che avrebbero preferito una contrattazione per categoria affidata ai singoli Laender.

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