“NON SOLO PRIMAVERE”*

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carta di Laura Canali

*http://temi.repubblica.it/limes/non-solo-primavere/42184

“A esser generosi, qui di Stati degni del nome ne incontriamo quattro: Marocco, Egitto, Israele, Iran. Con a nord la Turchia neo-ottomana sempre più attratta, via Siria, nei turbini del suo antico impero.[…]

Quasi un intero continente senza veri Stati, come testimonia la pletora di conflitti e tensioni dal Sahara/Sahel al Corno d’Africa, dalla Nigeria al Congo.”

I politologi hanno inventato la classe universale degli Stati falliti. A rigore, qui si tratta di non-Stati riusciti. Spazi concepiti per fini coloniali, dunque per essere assoggettati o addirittura annessi alla potenza imperiale (valga il macroesempio dell’Algeria). Per non essere Stati. Infatti non sono mai stati Stati e minacciano di non diventarlo mai.

Il coming outing di Sarkozy nel 2007 a Dakar è rivelatore: «Il dramma dell’Africa è che l’uomo africano non è entrato abbastanza nella storia. Il contadino africano, che da millenni vive secondo le stagioni, e il cui ideale è vivere in armonia con la natura, conosce solo l’eterno ritorno del tempo scandito dalla ripetizione infinita degli stessi gesti e delle stesse parole». Per genti del genere,senza storia né anima, uno Stato vero sarebbe un vero spreco. […]

Traversati da traffici di varia specie – posta in gioco delle guerre per bande saharian-saheliane – questi spazi formali servono a colorare le carte politiche, offrendo l’illusione di territori organizzati. Una cartografia geopolitica, attenta ai protagonisti e alle partite effettive, ai poteri informali e non alle oleografie ufficiali che vorrebbero mascherarli, ci costringerebbe a ridisegnare i territori investiti dalla «primavera» e non solo. La carta […] s’intende propedeutica a tanta impresa.”

[Citazione dall’editoriale “Rivoluzioni d’Egitto“]

Instabilità, violenze e guerre civili sono diffuse nel Nordafrica. L’attenzione internazionale è ora diretta al Mali. Dal 2012 infatti è lì in corso un conflitto, nel quale a inizio 2013 è intervenuta anche la Francia (oltre ad alcuni paesi africani). Alcune aree limitrofe sono state “risucchiate nel buco nero maliano”.

Le tensioni hanno alimentato il flusso migratorio verso l’Europa.

Carta tratta da “L’Egitto e i suoi Fratelli“, il numero di Limes che puoi sfogliare da qui.

8.02.2013
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