Meno pessimismo e più viaggi la ripresa si fa strada (da La Stampa – 28.03.2014)

IL CASO

Pedroni (Coop Italia): “Ancora non ci sono veri segnali nei consumi, ma per la prima volta risale la fiducia”

I consumi restano fermi, ma il clima sta migliorando

FRANCESCO SPINI

Il rinnovato interesse dei grandi fondi internazionali per le nostre imprese, oltre ad essere dettato dai prezzi di saldo dopo anni di crisi, secondo diversi osservatori sono un segno di fiducia in più sulla ripresa, che si aggiunge a tanti piccoli segnali che – se ancora non annunciano la svolta – accendono la speranza.

Nelle prime nove settimane dell’anno, ad esempio, il traffico complessivo nella rete di Autostrade per l’Italia ha fatto registrare un incremento dello 0,7%. Non molto, ma decisamente meglio rispetto al -1,6% del 2013 e al -7,5% del 2012. Un dato confermato dalle vendite di Autogrill che nei negozi autostradali crescono dello 0,9%, dopo il -6% segnato nel 2013. Un altro esempio viene dall’edizione di marzo del Barometro Coop, osservatorio con cui Coop Italia analizza trimestralmente la congiuntura.

«I rischi sono ancora maggiori delle opportunità», si avverte nelle prime pagine, «non sussistono tutte le condizioni economiche e socio-politiche per una vera ripresa». Eppure, nel contempo, «si attenuano i segni di deterioramento delle condizioni economiche familiari che proseguivano ininterrottamente dal 2012»: per la prima volta la quota di chi dichiara di non aver avuto un peggioramento nelle condizioni economiche supera il 50% del totale, al 51%. E ancora: negli ultimi tre mesi quasi si dimezzano (dal 25 al 14%) i pessimisti sul futuro, così come diminuiscono le famiglie che prevedono ulteriori difficoltà a far quadrare i conti della spesa: dal 49 al 43% del totale, ai minimi da inizio crisi.
«Non siamo di fronte a un quadro ottimista – avverte Marco Pedroni, presidente di Coop Italia -. Ma dopo tutta una serie di indagini in cui tutto andava peggiorando, ora c’è un cambiamento. Quella tendenza si è fermata e ci sono segnali di maggior fiducia nel futuro». Del resto, spiega Pedroni, «sul fronte dei consumi, quelli veri, ancora non si vede nulla: dopo un gennaio che lasciava ben sperare, i mesi di febbraio e marzo portano ancora il segno meno». Non così le aspettative. «In un certo senso possiamo dire che c’è voglia di ripresa – dice Pedroni -. Ma è molto importante che alla promessa del governo di tagliare le tasse seguano i fatti. In caso contrario i pochi segnali che ci sono potrebbero spegnersi molto in fretta».

Segnali che, per ora, non sfuggono nemmeno agli specialisti di Nielsen. «Volendo sintetizzare, dalla seconda metà del 2013, si può parlare di un arresto della caduta dei consumi, con un trend che si sta riportando sulla linea di galleggiamento», afferma Romolo De Camillis, direttore area retail di Nielsen Italia. Anche qui, dunque, bisogna concentrarsi su segnali ancora deboli, ma significativi. Eccone uno: «Tra gli atteggiamenti dovuti al crollo della fiducia degli ultimi anni, c’è quello che ha portato gli italiani a passare molto più tempo in casa».

Invece contrariamente a quanto avveniva in passato, «nelle prime 10 settimane del 2014 i punti di vendita delle
località turistiche hanno avuto una performance migliore di 1,7 punti rispetto ai negozi dei centri urbani, segnale che, complici anche le temperature elevate, una parte degli italiani ha ripreso a muoversi». Sul fronte dei consumi alimentari, De Camillis, ricorda come si stia assistendo al recupero dei volumi persi: a inizio marzo viaggiano verso i 22,95 miliardi annui le vendite di confezionato, fresco e surgelato: di un soffio sopra i livelli di un anno fa. Nel corso di questa crisi, uno dei settori più colpiti è stato quello dei detergenti: a febbraio il settore «cura della casa» segna un -4,2% annuo.

Eppure Federchimica Assocasa proprio ieri ha evidenziato i «primi» e «ancora deboli» segnali di alcuni sotto-segmenti che, all’interno del comparto, provano a risollevarsi. I curalavastoviglie mostrano un +0,4%, i decalcificanti per lavatrice +0,9%, i prodotti per wc +1,3%; gli ammorbidenti cedono lo 0,7%, in recupero rispetto al -2,7% dell’agosto 2013. Piccoli segni, in un quadro che per tutti i settori resta complicato. Lo stesso Barometro Coop segnala ancora propensione all’acquisto negativa: si salva solo l’ortofrutta. Chi è in difficoltà anche quest’anno farà a meno soprattutto di carne, salumi e latticini.

«Non illudiamoci – conclude Pedroni -: la spending review delle famiglie ha cambiato il modo di fare la spesa, all’insegna di risparmio e sobrietà. Questo resterà anche dopo la ripresa: non torneremo ai livelli visti prima della crisi».

 

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