Ferrovie, Italia deferita dalla Commissione Ue per i diritti viaggiatori (da la Repubblica – 28.03.2014)

Bruxelles accusa: persiste il mancato recepimento del regolamento europeo su questioni come il diritto all’accesso senza discriminazioni, all’assistenza per disabili o il rimborso del biglietto e il risarcimento in certe condizioni. Ieri lo stesso organismo aveva annunciato un’indagine sui presunti aiuti di Stato a Trenitalia

BRUXELLES – Con una tempistica perfetta, nel giro di due giorni le ferrovie italiane e in generale il trasporto su rotaia nel nostro Paese finiscono nel mirino della Commissione Ue, proprio pochi giorni dopo la polemica sollevata dalla contestazione fatta dall’amministratore delegato Mauro Moretti alla proposta di tagli agli stipendi dei manager pubblici.

Dopo aver annunciato ieri l’apertura di un’indagine su presunti interventi pubblici a favore di Trenitalia, l’organismo europeo ha annunciato oggi di aver deferito l’Italia alla Corte di Giustizia di Strasburgo per il mancato recepimento della normativa comunitaria sui diritti dei passeggeri nel trasporto ferroviario. Roma, accusa la Commissione, non ha ancora istituito una specifica authority per vigilare sull’applicazione del regolamento e non ha stabilito sanzioni per chi viola le regole.

“Senza queste due azioni necessarie, i passeggeri che viaggiano in treno in Italia o verso altri paesi dell’Ue non possono far rispettare i loro diritti in caso di problemi”, dice un comunicato di Bruxelles.

Nel luglio scorso la Commissione aveva inviato al governo una lettera di costituzione in mora, seguita poi a novembre da un parere motivato, ma la regolamentazione italiana non è ancora conforme, spiega il comunicato. Il regolamento europeo tutela i passeggeri dei treni su questioni come il diritto all’accesso senza discriminazioni, all’assistenza per disabili o il rimborso del biglietto e il risarcimento in certe condizioni.

Nel comunicato, Bruxelles ricorda che a differenza di molti altri Stati membri, l’Italia non ha concesso deroghe all’applicazione del regolamento. Quindi i diritti dei passeggeri si applicano integralmente a tutti i servizi, nazionali e internazionali. Questo rende anche più importante per chi incontra problemi durante il viaggio poter presentare reclami a una autorità di riferimento, dotata di tutte le competenze necessarie.

Inoltre, secondo l’Ue, l’assenza di sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive in caso di violazioni del regolamento fa sì che l’industria ferroviaria non abbia incentivi a rispettare gli obblighi. Attualmente, l’Italia ha istituito un organo temporaneo che secondo la Commissione non ha né la competenza né l’autorità per applicare pienamente le norme sui diritti dei passeggeri.

“La protezione dei passeggeri che viaggiano in Europa è una delle pietre miliari della politica Ue dei trasporti”, ha rilevato il vicepresidente della Commissione Siim Kallas, responsabile del settore. “Tutti gli Stati devono garantire la messa in atto di strutture cui i passeggeri possano rivolgersi per far rispettare i loro diritti. Così si garantisce anche un clima di concorrenza equa per il settore”.

Infine, la Commissione ricorda, elencandoli, diritti e obblighi previsti dal regolamento sul trasporto ferroviario entrato in vigore il 3 dicembre 2009. Includono:

  • il diritto di avere informazioni prima della partenza e nelle varie fasi del viaggio (come su ritardi, coincidenze)
  • il diritto al rimborso del prezzo del biglietto in caso di soppressione o ritardi prolungati
  • il diritto a un servizio di trasporto alternativo o a una nuova prenotazione, in caso di ritardi prolungati o soppressione del servizio
  • il diritto a un livello minimo di assistenza nelle stazioni e a bordo dei treni in attesa dell’inizio o del proseguimento di un servizio in ritardo
  • il diritto a un rimborso in caso di ritardo prolungato o di soppressione del servizio, a determinate condizioni
  • il diritto di disporre di un sistema rapido e accessibile di trattamento dei reclami.

Gli stati membri potevano decidere di adottare periodi transitori o applicare deroghe per determinati tipi di servizi, fra cui quelli urbani, suburbani e regionali, quelli nazionali di durata limitata (massimo per 15 anni) o quelli che sono effettuati in larga misura al di fuori dell’Ue (massimo per 10 anni). Ma, appunto, secondo la Commissione l’Italia ha deciso di non avvalersi di queste possibilità.

Ieri, si diceva all’inizio, la stessa Commissione Ue ha annunciato l’avvio di un’indagine approfondita sugli interventi pubblici a favore di Trenitalia e di altre società del gruppo Ferrovie dello Stato. Bruxelles valuterà “se alcune compensazioni per obblighi di servizio pubblico e il trasferimento a titolo gratuito di asset nell’ambito del mercato italiano del trasporto ferroviario di merci sono compatibili con le norme UE in materia di aiuti di Stato”.

La Commissione esaminerà inoltre se le misure in questione hanno conferito un vantaggio economico selettivo a Trenitalia o ad altre società del gruppo, a scapito dei concorrenti. “L’avvio dell’indagine approfondita offre ai terzi interessati l’opportunità di presentare osservazioni, senza pregiudicare l’esito del procedimento”, ha precisato la Commissione europea in una nota stampa.

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...