Vai in bici? Lo Stato ti paga (da l’Espresso – 24.03.2014)

FRANCIA

Dopo alcuni paesi del Nord Europa, ora è Parigi a lanciare la battaglia pro-bicicletta. Con una proposta del ministero dei Trasporti: un rimborso a chilometro per chi va al lavoro sulle due ruote. Perché pedalare non inquina e mantiene sani. Facendo risparmiare lo Stato in spese sanitarie

di Giacomo Leso

Vai in bici? Lo Stato ti paga
Più piste ciclabili, maggiore rispetto da parte degli automobilisti, più biciclette a noleggio e se possibile presenti in ogni stazione di ritiro, maggiori posti di parcheggio a fine corsa.Sarà pur esigente, il ciclista parigino, ma il massimo che poteva sognare era che l’uso del suo Velib fosse ancora più gradevole e senza intoppi. C’è certo il tipico “raleur” del parco des Bouttes-Chaumont che si lagna, magari su Facebook, con domande retoriche del tipo “Avete tempo da perdere? Provate a trovare un Vélib’ nel 19esimo”. Finge di dimenticare che a scendere gli arrondissement verso il centro son tutti pronti, ma a riportare la bici a noleggio nei quartieri “alti”, quelli del Nord della città, del Sacre-Coeur di Montmartre, del cimitero del Père Lachaise, della battaglia di Stalingrad, ci vogliono un fiato e una voglia che non tutti purtroppo hanno.

Sarà pur esigente il ciclista parigino, ma sa di certo che lui, il suo Vélib, lo ama e non lo lascerà mai più.

SE PEDALI TI PAGO

Questo per dire che anche il parigino non si aspetta l’annuncio choc che il ministro dei trasporti Frédéric Cuvillier si sta apprestando a divulgare. Il suo “piano d’azione in favore della bicicletta” è composto di 25 misure che puntano ad incitare un numero sempre maggiore di persone ad usare le due ruote, mezzo di trasporto ecologico e fonte di benessere fisico. Fra le 25, quella che attira l’attenzione dei controllori ai conti, perché rischia di costare un bel po’, può essere riassunta – come tutte le belle cose – in una sola frase: “Se pedali, ti pago”.

Mi paghi? E quanto? 25 centesimi al chilometro, serissimamente valutati dall’illustre “Agenzia dell’ecologia e della gestione dell’energia” che avrà la rude missione di trovar la differenza fra il percorso che il ciclista effettua per recarsi dal luogo del riposo al posto di lavoro e quelli che invece effettua per i fatti suoi, per andarsi a divertire o per tirare il fiato nei momenti di stress. Ah, sì, è perché non era stato ancora detto. Il ministro paga solo per i percorsi casa-lavoro, ovvero maison-boulot.

35 MILIONI DI EURO DI RISPARMIO

Costo della misura? Un sacco di soldi, se si considera che la misura “andrà a migliorare la vita di almeno 3 milioni di ciclisti francesi che usano ogni giorno la bici per recarsi al lavoro”. Tanti soldi, certo, ma soprattutto tanti risparmi sperati. Quanti? 35 millioni di euro di meno di spese per la salute. Chi va in bici è meno depresso, ha meno problemi cardiaci, costa meno allo Stato in Sanità e in trasporti pubblici collettivi, non inquina (almeno durante il suo trasporto sulle due ruote) al contrario del suo collega che invece al lavoro ci va con la 4×4 diesel. Questa brava persona, deve aver pensato il ministro, merita una paghetta.

UNA MISURA EFFICACE ATTUATA DALLE IMPRESE

L’indennità chilometrica ‘bicicletta’ è una misura che ha già dimostrato la sua efficacia nei paesi del Nord in città come Copenhagen e Bruxelles.
Ad Amsterdam il problema è che funziona talmente bene che ormai non è raro trovarsi in colonna in considerevoli ingorghi di biciclette. In Francia per ora sono le imprese ad essere invitate ad attuarla. Il manager d’impresa che desiderasse mantenere buone relazioni con il Ministero dei Trasporti, al posto, o in supplemento del rimborso già esistente dell’abbonamento al métro/bus, potrà proporre anche il “tanto al chilometro pedalato” a titolo sperimentale. L’obiettivo, a termine, è che l’abbonamento al Vélib’ diventi gratuito e che, chissà, il dipendente assiduamente in bici possa anche guadagnarci qualcosa.

AUTOMOBILISTI ARRENDETEVI

E l’automobilista parigino, allora? Sempre più spaventato. Il Piano Bici del ministro vieta il parcheggio a meno di 5 metri da un passaggio pedonale; aumenta da 35 a 135 il numero di euro da pagare al vigile in caso di sosta sulla pista ciclabile; nelle strade con limite a 30 all’ora il ciclista potrà sbucare anche in controsenso; sul suo parcheggio abituale spunterà probabilmente presto un parking per due ruote. Unica soddisfazione? Il tempo. Tutte queste misure entreranno in vigore con un decreto d’applicazione previsto per l’autunno prossimo. Ma allora… Allora tutto questo sarà realtà.

 

 

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