Le spine del Pd campano nell’era Renzi (da la Repubblica – 24.03.2014)

Assemblea regionale senza un presidente a due mesi dalle elezioni europee

di CONCHITA SANNINO

Il flop della nomina del futuro presidente, a livello regionale. E la debacle delle primarie di Torre del Greco, a livello provinciale. È un Pd campano ancora allo sbando, da ricostruire nelle leadership sostanziali e nel radicamento con il territorio, quello che si affaccia alla prima prova delle urne, nel segno di Renzi. Ma il partito del premier, visto da qui, è ripiegato da conte interne, trattative tra capibastone, richiami personalistici. Nel caos, si innesta l’ultima tensione sindacoPd. De Magistris annuncia: “Alle Europee non voto e non faccio campagna elettorale”. Risposta del segretario Carpentieri: “Cos’è? Gli è passato anche l’innamoramento per Tsipras? Questo è il segno del suo isolamento”.

Le sfide decisive sono dietro l’angolo, ma il Pd non riesce neanche a eleggere neanche il suo presidente regionale. Il partito che a breve affronta il doppio test, elezioni europee e amministrative nel segno di Renzi premier, in Campania stenta a tracciare una nuova pagina e a porre le basi per prove determinanti: la scelta di un candidato governatore, in meno di un anno; e quella, successiva e assai più complessa, dell’individuazione di un candidato per Palazzo San Giacomo, la cui maggioranza in consiglio vacilla ormai pericolosamente.

Un Pd che appare tuttora frazionato in una miriade di gruppi, lacerato da estenuanti trattative. Due casi in poche ore. Prima, il fallimento della nomina per il vertice dell’assemblea regionale. Un serio incidente nel percorso appena avviato dal segretario campano Assunta Tartaglione? Lei non si sottrae. “Allora diciamola tutta: qui il partito regionale non c’era proprio, va tutto costruito daccapo, altro che immobilismo”. La Tartaglione aggiunge: “Ma penso anche che ai nostri elettori interessi molto di più se sappiamo rispondere ai loro bisogni, e non se quella nomina è andata o no. Stiamo facendo un lavoro programmatico sui temi, stiamo elaborando proposte serie in tema di trasporti e di sanità, suggerisco di non fossilizzarci su argomenti che non incidono sulla vita reale dei cittadini”.

Dalla segreteria provinciale di Venanzio Carpentieri, invece, esortazione netta, e pacatamente pungente. “Facciamo uno sforzo in più di lucidità e compattezza, o i nostri elettori non ci capiranno. Non intendo sconfinare in un ambito che non è il mio, ma mi sentirei di rivolgere un appello: andiamo avanti con determinazione, le sfide che ci attendono sono fondamentali per la crescita e il riscatto del territorio”, ribadisce Carpentieri. Il quale, dal canto suo, inciampa nell’imbarazzante vicenda delle primarie di coalizione annunciate e ormai quasi definitivamente tramontate  –  dopo una sospensione formale  –  per le amministrative a Torre del Greco, dove peraltro il Pd è a un modesto 7 per cento.

Carpentieri considera ormai definitiva la candidatura della pd Loredana Raia, assai contrastata però da componenti locali dei democrat, e ha incontrato ieri l’altro candidato alle presunte primarie, Alfonso Ascione dell’Udc. “Stiamo confrontandoci, Ascione dice che il suo orizzonte è nel centrosinistra, e a questo punto queste primarie non sono un feticcio”. Traduzione: non si faranno, troppo rischiose? “Diciamo la verità: questo strumento richiede una maturità consistente da parte del ceto politico. E invece a livello locale spesso c’è chi pensa sempre a regolare vecchi conti”. Altra conferma della maledizione delle primarie, all’ombra del Vesuvio.

Intanto, sull’altro fronte delle Europee, arriva la doccia fredda di de Magistris. “Non voterò per le europee, sarò in Israele. E non farò campagna elettorale”. Commento sarcastico di Carpentieri: “Ma de Magistris non era attratto dalla lista Tsipras? Una volubilità quasi necessitata dal suo isolamento politico: che è in gran parte dovuto a demeriti suoi. Questi suoi alti e bassi danno il senso di un disagio nella sua azione. Il sindaco è purtroppo un senzadimora, un apolide, politicamente. E il problema è che la situazione a Napoli non è un belvedere”. Ma il Pd a quale alternativa lavora? Ha un’idea? “Ci stiamo lavorando e ci dobbiamo lavorare sempre con più intensità. Ma dobbiamo essere uniti”.

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