La crisi? 56 miliardi di tasse in più (dal Corriere della Sera – 22.03.2014)

UNO STUDIO DI CONFCOMMERCIO-CER SULLA “GRANDE RECESSIONE” TRA IL 2008 E IL 2013

Pressione fiscale: aumento annuo dell’1,6% sulle famiglie

di Raffaella Polato

Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio (Ansa)

CERNOBBIO (Como) – Cinque anni di pesantissima crisi. Cinque anni di insostenibile aumento della pressione fiscale. L’elenco dei “conti”, salatissimi, pagati da famiglie e imprese nell’arco di tempo della Grande Recessione comincia dall’aggravio di imposte per l’intero sistema economico italiano: secondo l’analisi Confcommercio-Cer, presentato sabato al Forum di Villa d’Este, solo le manovre correttive di finanza pubblica sono costate al Paese oltre 56 miliardi. E hanno evidentemente aggravato un quadro di depressione via via più profonda. Probabile che, viste le condizioni delle casse dello Stato, non ci fosse alternativa. Ma certo la fotografia scattata dall’associazione guidata da Carlo Sangalli è cruda, molto cruda. Quell’aggravio di 56 miliardi si è tradotto, intanto, in un aumento del livello di imposizione sulle famiglie pari all’1,6% medio annuo e al 10% nell’intero periodo. Tradotte, le percentuali diventano numeri ancora più brutali: il prelievo aggiuntivo è di 10 miliardi, cui vanno aggiunti gli 11 miliardi di potere d’acquisto perso per l’aumento dell’inflazione legato all’incremento delle imposte indirette.
Effetto complessivo, secondo Confcommercio: «Tra il 2008 e il 2013 le risorse a disposizione delle famiglie si sono ridotte di oltre 70 miliardi». E se è a livello locale che il Fisco “ha fatto la parte del leone” (il suo peso è più che triplicato, dal 2,1% al 7%, in rapporto al Prodotto interno lordo), la tendenza non mostra segnali di inversione, o anche solo rallentamento.

Al contrario, denuncia Confcommercio: se è vero che molti Comuni dovranno aumentare ancora le tasse per trovare 2,2 miliardi, ossia la somma necessaria a far tornare i conti nel passaggio dall’Imu alla Tasi, il trend non potrà che peggiorare ulteriormente. Inoltre, secondo Confcommercio, il prelievo relativo ai tributi locali è cresciuto del 650% dal 1990. Perciò, al governo, Sangalli chiede “di procedere con decisione” a una profonda revisione di “questo federalismo compiuto e disordinato”: mossa indispensabile a “restituire fiducia e risorse alle famiglie e alle imprese”.

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