Il grande pasticcio italiano delle multe sulle strisce blu (da La Stampa – 22.03.2014)

Per il governo sono illegittime, ma i Comuni non ci stanno: “Chi sosta oltre l’orario non può pagare solo la differenza”

11 milioni
È l’incasso previsto dal Comune di Roma grazie alle 302mila sanzioni
comminate nel 2012 per sosta irregolare sulle strisce blu

FRANCESCO GRIGNETTI – ROMA

No, sì, ni. La telenovela sulle strisce blu non finisce qui. E non finirà presto. In breve: il ministero delle Infrastrutture e Trasporti, per bocca del sottosegretario Umberto Del Basso De Caro, in Parlamento ha affermato che se un automobilista lascia la sua macchina in un’area di parcheggio a pagamento oltre l’orario pagato, non incorre in una multa per divieto di sosta (come sempre sarà se non paga proprio nulla), ma in una sanzione molto minore: dovrà saldare il dovuto per l’orario scoperto e niente più. Il suo caso non è assimilabile a una sosta vietata, ma a una «inadempienza contrattuale».

Sintetizza così il ministro Maurizio Lupi: ««La questione è semplice: se ho pagato la sosta e poi sto 10 minuti in più, non posso ricevere la multa, ma dovrò pagare la differenza e il tempo in più. Ai Comuni chiediamo di rispettare le regole che il codice della strada prevede. Non serve una norma, perché abbiamo verificato che l’interpretazione della norma è chiara e quindi il caso è chiuso. Per una volta non complichiamo la vita ai cittadini».

Il caso, però, non è affatto chiuso come si augura il ministro, perchè i Comuni, senza multe, ci rimetterebbero un sacco di soldi. A Roma, per dire, le sanzioni per sosta irregolare sulle strisce blu nel 2012 sono state circa 302 mila. Il Comune prevede di incassare circa 11 milioni di euro.

Non meraviglia, quindi, la risposta battagliera che ieri l’Anci, l’associazione nazionale dei Comuni, ha dato al governo: «Riteniamo inesatto e difforme dal dato normativo la comunicazione veicolata dal ministero sul regime sanzionatorio applicabile. Si fa presente che la norma è chiara, così come il suo regime sanzionatorio: se la sosta avviene omettendo l’acquisto del ticket orario, deve necessariamente applicarsi la sanzione di cui all’articolo 7 comma 14 del Codice; se invece la sosta si protrae oltre l’orario per cui è stata pagata la tariffa dovuta, si applicherà la disposizione sanzionatoria prevista dalla disciplina della sosta, anche in relazione a quanto disposto dal comma 132, dell’Art. 17 della legge 127/97, ovvero quella prevista dal regolamento comunale».

Pare dunque aprirsi una guerra infinita che non prevede prigionieri. Da una parte l’interpretazione garantista del ministero retto da Lupi. Dall’altra i sindaci di tutt’Italia. Nel mezzo rischia di finire il ministero dell’Interno. È già stata tirata in ballo dai Comuni una vecchia circolare della polizia stradale del 2003, che dava torto al ministero Trasporti. Ma quel parere è stato poi corretto nel 2007 dalla polizia stradale, come Lupi si è affrettato a rimarcare («La presunta divergenza tra i due ministeri è inesistente») e come confermano fonti del Viminale («Le interpretazioni sono state difformi per quattro anni, ma ora Motorizzazione civile e Polizia stradale si sono allineate»).

Eppure i Comuni non intendono assolutamente mollare. Non soltanto da Torino già s’annuncia l’intenzione di interpellare il ministro Angelino Alfano, ma l’Anci ribadisce la correttezza della “sua” interpretazione: «La comunicazione del ministero pare muovere da un equivoco sull’assoggettamento al pagamento della sosta, evidentemente non ritenuto atto di “regolamentazione” come da Codice della strada e dunque non costituente presupposto per l’applicazione della sanzione. Così invece non è».

Messaggio complicato nelle forme, ma chiarissimo nella sostanza: i Comuni andranno avanti con le multe per divieto di sosta nei confronti di chi paga metà orario, e se qualcuno vorrà contestarle si finirà in tribunale. Dove peraltro le sentenze sono tante, spesso contraddittorie, ma «bisogna andarci cauti – dice Rita Sabelli, responsabile per l’aggiornamento normativo dell’associazione di consumatori Aduc – perché ci sono sentenze della Cassazione secondo le quali la sanzione amministrativa è comminabile anche in caso di ticket scaduto».

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...