Casa: 2013 nero, ma ora c’è la ripresa (dal Corriere del Mezzogiorno – 22.03.2014)

CENTRO STUDI ANCE SALERNO

Incremento del 17,6% rispetto al terzo trimestre 2013. Boom a Salerno con quasi 30% in più di compravendite, Napoli si «ferma» al 25%. Lombardi: clima cambiato

NAPOLI – Le compravendite del settore residenziale in Campania sono diminuite nel quarto trimestre del 2013 di oltre il 20% rispetto allo stesso periodo del 2012. Una percentuale negativa superiore di 9 punti alla media delle regioni del Mezzogiorno e di 13 punti alla media italiana, ma che segna un’inversione di tendenza rispetto al trimestre precedente con un incremento del 17,6% rispetto al terzo trimestre 2013. Si tratta di un dato superiore alla media delle regioni del Sud (pari al 15,1%), ma inferiore alla media italiana (+19,4%). I dati sono stati resi noti dal Centro Studi Ance Salerno sulla base della nota trimestrale dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate.SOLO AVELLINO IN PROFONDO ROSSO – Entrando nel dettaglio dei singoli capoluoghi, nel raffronto fra quarto e terzo trimestre del 2013 l’unico dato negativo è quello di Avellino (23,2%); gli altri capoluoghi segnano una ripartenza delle compravendite: Benevento +23,7%; Caserta +22,9%; Napoli +24,4%; Salerno +28,9%. Positiva la dinamica anche negli interi territori provinciali: Avellino +12,8%; Benevento +3,1%; Caserta +12,2%; Napoli +26,1%; Salerno +8,5%. Secondo il Centro Studi dell’Ance, «i sintomi della ripresa del mercato vanno comunque inseriti in uno scenario di medio periodo che permane fortemente negativo». Le variazioni del quarto trimestre 2013 rispetto allo stesso periodo del 2012 parlano di un calo, nel settore residenziale, del -37,06% nei capoluoghi e del -20,5% nei territori provinciali, con l’unica eccezione della città di Caserta (+14,6%). Nel dettaglio: Avellino capoluogo -21,3%, Avellino provincia -11,8%; Benevento capoluogo -28,1%, Benevento provincia -24,7%; Caserta capoluogo +14,6%, Caserta provincia -10,6%; Napoli capoluogo -42,8%, Napoli provincia -26,5%; Salerno capoluogo -16,3%, Salerno provincia -11,8%.

SETTORE NON RESIDENZIALE – Dinamiche analoghe sono state rilevate dal Centro Studi dell’Ance nel settore non residenziale: nei territori delle intere province negli ultimi tre mesi del 2013 sono registrati significativi segnali di ripresa con un +31,3%, superiore alla media delle regioni del Mezzogiorno (+22,8%), ma sensibilmente lontano dal +42,7% della media-Italia. «Va aggiunto – sottolinea il Centro Studi Ance Salerno – che nel confronto tra il quarto trimestre 2013 e il pari periodo 2012 la Campania con un -18,5%, pur attestandosi al di sotto del -19,6% della media del Sud, ha accumulato oltre 8 punti percentuali in più in campo negativo rispetto alla media italiana italiana pari a -10,09%». Nei capoluoghi le variazioni annuali (quarto trimestre 2013 rispetto al quarto trimestre 2012) per il non residenziale segnalano una contrazione a Salerno del 29,5%. In controtendenza Caserta capoluogo (+64,2%). Se si fa riferimento ai territori provinciali, Salerno registra un -17,2%. La ripartenza delle compravendite nel non residenziale è, in ogni caso, attestata dal confronto delle percentuali riferite al quarto trimestre 2013 rispetto al terzo trimestre 2013. Tra i comuni capoluogo Salerno resta in campo negativo con -7,1%.

LOMBARDI: CAMBIO DI CLIMA – «Il contesto generale del mercato immobiliare in Campania riflette la crisi generale che ancora attanaglia le famiglie e le imprese»: è il commento del presidente di Ance Salerno Antonio Lombardi ai dati sul mercato immobiliare nel 2013. «Nell’ultimo trimestre del 2013 – aggiunge Lombardi – si è registrato un cambio di clima che non va nè enfatizzato, nè sottovalutato. È fin troppo chiaro che per recuperare il terreno fin qui perduto bisogna guardare al medio-lungo periodo». «Anche gli indicatori analizzati dal Centro Studi Ance Salerno – continua Lombardi – aggiungono ulteriori conferme alla richiesta di accelerare il più possibile la spesa dei fondi disponibili che sono sostanzialmente quelli di matrice europea ed occorre mettere mano al più presto alla modifica del patto di stabilità interno». «La crisi dei redditi familiari, la restrizione del credito ed il calo generalizzato di fiducia – conclude Lombardi – hanno generato in Campania e nelle altre regioni del Sud un clima di sostanziale immobilismo recessivo che si sta rivelando esiziale per la filiera dell’edilizia. È una corsa contro il tempo che, purtroppo, solo in pochi a livello politico ed istituzionale hanno deciso di affrontare».

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