Salernitani, contenti? A quanto sembra si va di nuovo in guerra (di Alberto Cardone)

Da un ventennio Salerno è in guerra, in guerra con il mondo ed i “fruttiferi” risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Vice Ministri in pectore e presunti eredi della nobile famiglia degli Arechi, eternamente in competizione tra loro, per dimostrare chi ha più truppe da portare sul campo di battaglia e sul chi sappia applicare le migliori strategie.

A loro, i Vice Ministri ed i nipoti degli Arechi, onori e glorie, ai salernitani le dure conseguenze di una guerra anacronistica, sbagliata e, come tutte le guerre, dalle nefaste conseguenze.

E così Salerno e la sua provincia sono del tutto isolate, sul piano politico, in chiara ed evidente controtendenza rispetto al resto del Paese, dove pure sembra affacciarsi, con tutte le difficoltà del caso, qualche novità, da valutarsi quanto positiva.

Gli opposti schieramenti continuano a guerreggiare innanzitutto tra loro, per la conquista di tutte le poltrone a tiro e di tutte le posizioni utili a rafforzare il loro potere, potere clientelare, ovviamente, e poi nei confronti dei vicini, che con il loro “napolicentrismo”, affamerebbero le genti salernitane.

I nipoti degli Arechi, distratti dalla possibile conquista della leadership del loro Partito, a botta di tessere e voti alle primarie, hanno lasciato campo libero al Vice Ministro in pectore e questi non si è lasciato sfuggire l’occasione di rinnovare, alla prima occasione utile, l’antico scontro con i vicini tiranni. Il terreno di scontro è rappresentato dalla destinazione dei Fondi Europei destinati alla Regione Campania, quelli ancora non impegnati e spesi.

Si è dato fuoco alle polveri compiendo un passo che si è sempre accusato di essere motivo di ostacolo ai propri trionfi, la presentazione di ricorso al TAR, la Magistratura Ammnistrativa, contro le decisioni assunte dalla Giunta regionale della Campania in materia di Fondi Europei.

Il successivo passo, la chiamata a raccolta delle truppe, anche quelle non direttamente riconducibili al proprio comando, i Sindaci PD dell’intera regione, un chiaro ed evidente colpo di mano per ottenere lo scettro del comando, ben sapendo che per altre vie sarebbe stato arduo riuscire a conquistarlo.

Ieri la vera e propria dichiarazione di guerra, attraverso la presentazione di un documento/manifesto dal proprio fortino, il Palazzo di Città, con cui si promette una guerra senza quartiere.

Care amiche e cari amici salernitani, siete pronti e disposti ad indossare, per l’ennesima volta, l’elmetto, la divisa mimetica e ad imbracciare il moschetto?

Lo so, quella che vi viene proposta ricorda molto la campagna di Russia di fascista memoria, quando nelle gelate steppe russe si mandarono a combattere i figli delle lupa con indosso le sole scarpe di cartone, ma, tant’è, molti di voi non possono proprio negarsi, perché è il capo che lo vuole.

Tutti in guerra, dunque, ben sapendo chi la vincerà, non certamente Salerno.

Io, da buon pacifista quale sono, rimarrò alla finestra, per niente contento di dovermi sorbire questa inutile ed improduttiva carneficina.

Spero solo che questa sia la battaglia, la guerra decisiva e che non mieta vittime solo tra la soldataglia, ma che questa volta mieta vittime anche tra gli alti gradi, dei quali Salerno e la sua provincia, per il suo futuro e per il futuro delle sue genti, non ha di che farsene.

Alberto Cardone

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