Redditometro, la carica delle 20mila lettere. Ecco come dimostrare di essere in regola (da la Repubblica – 17.03.2014)

Con la nuova normativa si lascia ampio spazio al contraddittorio tra l’Agenzia delle Entrate e i contribuenti, che possono dimostrare con pezze giustificative di essere nel giusto. L’accertamento scatta in caso di scostamento del 20% tra le spese effettuate e i redditi dichiarati

di ANTONELLA DONATI

Redditometro, la carica delle 20mila lettere. Ecco come dimostrare di essere in regolaROMA – Pezze d’appoggio e niente panico. Chi dovesse ricevere una delle 20.000 lettere che l’Agenzia delle entrate sta inviando in questi giorni sulla base sui redditi del 2009 e del nuovo redditometro, avrà ampie possibilità di dimostrare di essere in regola, se l’Agenzia ha sbagliato a fare i conti. Insieme alla lettera, infatti, arriva anche un allegato, una sorta di lista della spesa con le voci che hanno fatto scattare la verifica, con la possibilità di indicare, riga per riga, l’origine dei soldi che non risultano tra i redditi sottoposti a tassazione e che hanno consentito, invece, di effettuare le spese.

Quando scatta l’accertamento. Sulla base delle nuove regole le verifiche da parte dell’Agenzia delle entrate scattano in tutti i casi in cui si registra, anche per un solo anno, uno scostamento del 20% tra i redditi dichiarati le spese effettuate. In pratica fatto 100 il reddito annuale del singolo contribuente, l’accertamento scatta nel caso di spese complessive nel corso dell’anno per un importo pari a 120. Per poter effettuare i controlli si deve trattare di spese certe, quindi di beni che risultano intestati al contribuente come, ad esempio, immobili, auto, barche e relative spese di manutenzione, come, ad esempio, quelle effettuate per ristrutturazione o il risparmio energetico, alle quali si può risalire dalla fatture intestate, ma anche di spese per investimenti.

Può trattarsi ovviamente anche di più beni, o più voci di spesa, che sommati fanno superare la

soglia, e per i quali il Fisco chiede di dar conto delle somme utilizzate dal momento che queste non risultano compatibili con i redditi dichiarati. L’incrocio dei dati avviene a livello di anagrafe tributaria, per quel che riguarda i beni intestati, e in riferimento a quella che è la famiglia “fiscale” del contribuente, ossia contribuente, coniuge ed eventuali familiari a carico. Non si tiene conto, invece, di altri soggetti presenti nello stesso nucleo familiare e che, perciò, potrebbero aver contribuito con redditi propri alle spese ora contestate. E anche da qui si potrà partire per dimostrare che l’accertamento è sbagliato, dato che al momento l’Agenzia non è in grado di risalire all’effettiva composizione del nucleo familiare in quanto, come detto, si basa solo sui dati presenti nelle dichiarazioni fiscali.

I dati da comunicare.  Una delle particolarità del nuovo sistema di accertamento è comunque quello di dare ampio spazio al contraddittorio con i contribuenti, vale a dire alla possibilità di presentare tutte le pezze d’appoggio o fornire tutti i chiarimenti. Uno dei primi, come detto, può essere relativo ad eventuali altri familiari che contribuiscono alle spese, ad esempio figli che lavorano e che hanno direttamente contribuito alle spese per ristrutturazione che, altrimenti, risulterebbero esorbitanti. Per le singole voci contestate, invece può essere utilizzato il prospetto allegato alla lettera. Le prime due colonne, infatti, contengono le spese certe, presenti in Anagrafe tributaria e le spese basate su dati certi (possesso di abitazione, mezzo di trasporto, ecc.). La terza è a disposizione per integrare o modificare gli importi rilevati, indicando anche i saldi iniziali e finali dei  conti correnti bancari e postali nonché dei conti titoli, relativi all’anno 2009, utilizzando per questo i relativi estratti conto.

I redditi esenti per legge. In questo ambito si può far presente di aver avuto altri redditi finanziari non dichiarati in quanto esenti per legge. Si può trattare, ad esempio, di somme liquide o di titoli ereditati per testamento, di vincite alle lotterie, di incasso di altri titoli a scadenza. Insomma di tutte entrate per le quali è possibile dimostrare la provenienza con le relative pezze d’appoggio.

Il contraddittorio in ufficio. In ogni caso, una volta ricevuta la lettera, sarà necessario recarsi all’incontro con i funzionari, sulla base dell'”invito” contenuto nella lettera stessa. E’ comunque possibile spostare l’appuntamento in base alle proprie esigenze. All’incontro si svolgerà il  contraddittorio che riguarderà le spese certe e contestate, e la disponibilità dei beni accertati e per i quali l’Amministrazione possiede le informazioni sulle caratteristiche tecniche per la quantificazione delle spese di mantenimento, le spese per investimenti sostenute nell’anno. Se vengono forniti chiarimenti esaustivi su “spese certe”, “spese per elementi certi”, investimenti e quota di risparmio dell’anno, l’attività di controllo basata sulla ricostruzione sintetica del reddito si esaurisce nella prima fase del contraddittorio, quindi  si chiude automaticamente l’attività di controllo.

In caso di rifiuto. Se invece non si va al colloquio oppure non si forniscono tutti i chiarimenti richiesti, l’Agenzia approfondisce i controlli, ad esempio tramite indagini finanziarie, come espressamente indicato nella lettera. Esaurita questa fase l’Agenzia procede convocando nuovamente il contribuente al confronto. Nell’invito andranno indicati il maggior reddito accertabile, le maggiori imposte e le relative motivazioni, e formulata la proposta di adesione con le somme da versare. Chi decide di pagare immediatamente ha diritto alla riduzione delle sanzioni.

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