De Luca arruola i sindaci per la scalata alla Regione (da la Città – 16.03.2014)

Ieri mattina in Comune “prove tecniche” per la prossima campagna elettorale. Ma in tanti chiedono il ritiro del ricorso contro i criteri di assegnazione dei fondi

di Gaetano de Stefano

Il guanto di sfida alla Regione è stato lanciato. E c’è chi assicura che la “singolar tenzone” non riguardi solo i finanziamenti europei. Perché ieri mattina, convocati da VincenzoDe Luca, nella Sala Giunta di Palazzo di Città, c’erano più di settanta sindaci, e non solo del salernitano. A “conferire” con il primo cittadino di Salerno, affiancato dal segretario provinciale del Partito Democratico, Nicola Landolfi, sono stati arruolati anche amministratori delle province di Napoli, Avellino e Caserta, tutti rigorosamente appartenenti all’area del Pd. Perciò è lecito avere qualche sospetto che, al di là della battaglia con Caldoro per i fondi targati Unione europea, sia già partita la nuova scalata di De Luca verso Palazzo Santa Lucia. Nessuno, tuttavia, conferma né smentisce ma, di fatto, ha avuto inizio l’azione politica del Pd e, soprattutto, si cominciano a tessere le trame e a tracciare la strada che potrebbe portare De Luca all’investitura di governatore della Campania. L’incontro si è svolto, anche se le voci ufficiali non riferiscono di nessun dissenso, non senza qualche piccola critica. Perché qualche sindaco ha chiesto a De Luca di ritirare il ricorso al Tar, preoccupato probabilmente che l’iter giudiziario possa, di fatto, bloccare i fondi e, quindi, farli ritornare al mittente. Ma, di fatto, tutti i partecipanti, tra cui anche i consiglieri regionali Anna Petrone, Antonio Valiante e Donato Pica, e i parlamentari Fulvio Bonavitacola, Tino Iannuzzi e Sabrina Capozzolo, hanno deciso di aderire all’iniziativa. «Vogliamo denunciare – ha evidenziato De Luca – la truffa mediatica sollevata dalla Regione per nascondere le sue responsabilità e, allo stesso tempo, confermare ai comuni che l’unico che li sta difendendo sono io».

E da Salerno è partita la sfida «dell’efficienza, della concretezza e della trasparenza» che De Luca ha riassunto in quattro punti. «Ci devono dire – ha aggiunto – a quanto assommano le risorse effettivamente disponibili, i decreti di finanziamento dei 530 progetti coerenti devono essere emessi entro un mese, con la certificazione di cantierabilità. E, inoltre, chiediamo che siano garantiti tempi certi nell’erogazione dei finanziamenti, e nei successivi pagamenti degli stati d’avanzamento e, infine, quantificate le risorse impegnate per i grandi progetti privi di cantierabilità, e che queste risorse vengano destinate ai progetti già presentati da anni alla Regione nell’ambito del parco progetti».

E il coro di consensi stato unanime. «Stiamo facendo una battaglia sulle priorità – ha spiegato il sindaco di Agropoli, Franco Alfieri – per utilizzare i fondi in maniera utile a risolvere i problemi. La Regione, a tal proposito, fa una confusione scientifica, per creare clientela e privilegiare i suoi amministratori locali». Resta, però, l’incognita del ricorso presentato da Comune di Salerno. Un problema che, a detta di De Luca, non esiste perché «con l’istanza al Tar non si è chiesta e non si chiederà nessuna sospensiva del bando regionale di dicembre». E a confermare la versione di De Luca è anche Stefano Pisani, primo cittadino di Pollica. «Nel ricorso non c’è stata alcuna dinamica lesiva – ha evidenziato – nei confronti degli altri comuni. L’acceleratore di spesa non è altro che la versione peggiorativa del parco progetti regionali messo in piedi dall’ultima giunta Bassolino». Per l’opposizione, la decisione di De Luca rappresenta «una retromarcia»: «Speriamo – ha detto il consigliere comunale Raffaele Adinolfi – che il sindaco abbia capito che la guerra “Salerno contro il resto del mondo” non è e non è mai stata utile per la città».

L’annuncio di De Luca è però stato contestato da Francesco Pinto, presidente del Consorzio Asmez, che rappresenta oltre 1.800 enti locali ed in particolare il 95 per cento dei comuni campani. «Non è vero – ha chiosato – che il ricorso al Tar per l’annullamento dell’avviso pubblico per l’assegnazione dei finanziamenti comunitari ai piccoli comuni non contenga l’istanza di sospensione. Questa stessa istanza, anzi, sarà già discussa il 27 marzo. Pertanto il sindaco della città capoluogo dovrebbe ritirare immediatamente il ricorso».

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