Solo un italiano su dieci va al lavoro con i mezzi pubblici (dal Corriere della Sera – 12.03.2014)

IL SONDAGGIO DI INFOJOBS.IT

Il 60% si sposta con la propria auto anche se quasi il 44% impiega meno di mezz’ora per arrivare sul posto di lavoro

di Anna Tagliacarne

Il rischio di restare imbottigliati del traffico, inquinando e perdendo tempo incolonnati con altri automobilisti non è un deterrente di fronte alla prospettiva di rinunciare all’auto. Mezzo di trasporto che per un nutrito campione di italiani è un’estensione corporea. Il 60% di lavoratori interpellati sulla modalità di trasporto utilizzata per raggiungere il luogo di lavoro dichiara infatti di spostarsi a bordo della propria auto. Solo un italiano su dieci (il 10,7% per la precisione) va al lavoro utilizzando i mezzi pubblici, come risulta dal sondaggio realizzato da InfoJobs.it, che evidenzia anche come oltre l’88% degli intervistati non condivida con nessuno il tragitto casa-lavoro contro un 5,6% di persone che viaggia con un collega.

Solo il 3,3% va al lavoro a piedi

Mobilità (in)sostenibile

«Il sondaggio è stato effettuato su un campione di 400 lavoratori scelti nel database della società di selezione del personale, e gli intervistati sono distribuiti su tutto il territorio nazionale, dalle grandi città servite di metropolitana e frequenti mezzi pubblici, alla provincia dove i mezzi di trasporto sono soprattutto privati», spiegano da InfoJobs.it. Si potrebbe pensare che la mobilità sostenibile per il tragitto tra casa e lavoro non sia una propensione del lavoratore italiano per ragioni di distanza, ma quasi il 44% degli intervistati impiega meno di mezz’ora ad arrivare al lavoro (il 37,5% impiega un’ora e l’1,6% di più).

Il 5,6% viaggia in treno

Pendolari

Mentre una percentuale minima di fortunati va in ufficio o in negozio a piedi (3,3%), gli intervistati che utilizzano mezzi come bicicletta o il treno sono mosche bianche: in bici pedalano verso i loro uffici l’1,5% dei lavoratori mentre in treno viaggia il 5,6% di coloro che usano i mezzi pubblici. «Se buona parte del campione risiede in provincia e lavora in città, praticare ogni giorno il pendolarismo in treno non è piacevole, e viaggiare in moto quando piove è disagevole e pericoloso. Se la percentuale fosse sbilanciata su residenti di una città come Milano, il dato potrebbe essere allarmante».

La bicicletta viene utilizzata dall’1,5% di chi va al lavoro

Bici

«Certo la bici non è, e non potrà essere, la soluzione alle carenze croniche del trasporto pubblico italiano»,commentano da ThinkBike, associazione per la promozione del ciclismo e della bicicletta. La vera scommessa è l’intermodalità: treno più bikesharing o treno più carsharing. Non si arriverà mai da nessuna parte opponendo un mezzo a un altro mezzo e fomentando una guerra tra bici e auto. Nessuno di noi è ciclista al 100% o automobilista al 100%. Prima di muoverci dovremmo sempre chiederci: per andare dove devo andare, come mi conviene andare?

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Un pensiero su “Solo un italiano su dieci va al lavoro con i mezzi pubblici (dal Corriere della Sera – 12.03.2014)

  1. Mi spiace doverlo dire, ma l’auto riduce di almeno una trentina di punti il q.i. di chiunque si metta al volante. E questa regola vale anche per me, non faccio eccezione: mi conosco, so di condividere i più comuni difetti dei miei concittadini. Se domandi ai modenesi quanto tempo impiegano per andare al lavoro partendo da un centro della provincia, ti dicono che “fanno prestissimo” o che “hanno una scorciatoia”, o “comunque meno di mezz’ora”. Se provi a metterti per strada con loro alle 8 della mattina, ci metti più di un’ora per fare 15 km: e dopo avere verificato con un orologio, ti viene da farti qualche domanda. La risposta è in realtà semplicissima: il tempo passato a fare qualcosa passa in un momento.

    Chi usa un’auto, specie in ambiente urbano, cerca banalmente un ambiente confortevole per sé assieme ad un passatempo per non annoiarsi nell’attesa che la coda di consimili mezzi si muova. L’obiettivo non è trasportistico: è mero intrattenimento. Fosse solo per spostarci, faremmo altre scelte.

    Sono convinto anch’io del fatto che non servano battaglie di religione a favore o contro questo o quel mezzo di trasporto. Ma mi permetto una proposta: lanciamo una campagna per indurre i pendolari a verificare con orologio e taccuino la durata totale effettiva dei propri spostamenti, senza sconti. Scommetto che per molti di loro questa cosa potrebbe rappresentare una vera epifania.

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