Sfumano 123 milioni per la Salerno-Avellino (da la Città – 12.03.2014)

L’Anas non assumerà impegni formali nei tempi previsti, il Cipe ritirerà il finanziamento. La Regione propone uno scambio

di Alfonso Schiavino

L’Anas alza le mani: non potrà mettere in campo un impegno significativo per il 30 giugno 2014, quindi, di fatto, i 123 milioni del Cipe impegnati per il raccordo autostradale Salerno-Avellino torneranno indietro. Dove finiranno? Chissà. La Regione spera che almeno restino in Campania. E intanto raggranella 84 milioni alternativi, per non disperdere un carico di speranze decennali. Anche se, lo sappiamo, i fondi pubblici hanno la prodigiosa capacità di apparire e sparire e riapparire fra una delibera e l’altra, allo stato dei fatti sembra che il potenziamento del tracciato fra i due capoluoghi e le due autostrade si allontani di qualche anno. Ora però precisiamo i fatti.

La giunta regionale ha appena pubblicato la delibera 39, un nuovo caposaldo degli investimenti sui trasporti. Il documento, con allegati e tabelle, ufficializza una ricognizione di interventi attuati e opere prioritarie, considerate le risorse disponibili con le varie programmazioni europee Por, Fas e relative economie.

Fra le infrastrutture strategiche, da tempo è contemplato l’ampliamento del raccordo, che oltretutto serve i campus universitari. Un’esigenza storica. L’Anas, ente gestore, solo verso l’inizio del millennio trovò il tempo di appaltare la progettazione essenziale: tre corsie per senso di marcia, striscia di emergenza e misure di sicurezza. La società Bonifica predispose il progetto preliminare per il primo tratto, quello che collega A3 e A30. Le cose sembravano procedere, tanto più che un governo stimò il valore dell’intervento (246 milioni) e trovò le coperture finanziarie. Poi un’altra maggioranza dirottò le risorse. Finalmente il Cipe, con la delibera 62/2011, ha riassegnato il finanziamento, ma dimezzato: 123 milioni, buoni per il primo lotto del primo tratto.

Da allora nulla si è mosso. Lobby? Disinteresse? Ad ogni modo, l’anno scorso anche questo finanziamento si è avviato verso le forche caudine dell’accelerazione della spesa. Cioè: trascorso inutilmente un certo termine, lo Stato si riprende i soldi.

Recentemente, come si evince dalla delibera 39, l’ente nazionale delle strade presieduto da Pietro Ciucci ha confessato alla Regione che non potrà fornire al Cipe le «obbligazioni giuridicamente vincolanti» chieste per il 30 giugno. È un preannuncio di definanziamento, che in verità riguarda anche altri assi, fra cui la statale del Vesuvio presso lo svincolo di Angri, pure di competenza Anas.

Che fare? La giunta di Stefano Caldoro, per evitare la migrazione dei fondi, proporrà al Cipe una sostituzione: spostare su interventi in fase “avanzata” i soldi destinati ai progetti “in ritardo”. Per le opere “stralciate”, la Regione prevede uno “swap”, uno scambio con altre risorse europee. La Salerno-Avellino otterrebbe 54,9 milioni da fondi Fas e 29,9 da rinvenienze Por 2000-06. Totale: 84,8 milioni. Ne servono 38,2 per eguagliare i precedenti 123. Allo stato dei fatti, si può solo dare atto del fabbisogno residuo.

Allora, a parte il fatto che questa è «una proposta formale dell’Amministrazione regionale» da portare sui tavoli competenti, gli uomini di buona volontà possono cominciare a chiedersi se è attuabile lo stralcio dello stralcio.

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