“E SULL’EGITTO IL QATAR RIMASE SOLO” di Francesca Astorri*

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[Carta di Laura Canali tratta da Limes 7/13 “Egitto, rivoluzione usa e getta“; per ingrandire, scarica il numero su iPad]

*http://temi.repubblica.it/limes/e-sullegitto-il-qatar-rimase-solo/58194

Il sostegno ai Fratelli musulmani e i sermoni di al-Qaradawi, che invitava gli egiziani alla rivolta contro i militari, hanno portato Doha a scontrarsi con gli Emirati Arabi Uniti. Meglio ricomporre il dissidio prima che intervenga l’Arabia Saudita.

Le ripercussioni del coinvolgimento del Qatar in Egitto hanno raggiunto il Golfo: a questo punto, l’emirato non ne potrà più rimandare il contenimento. Alcuni paesi sunniti della regione sono divisi rispetto alla situazione egiziana: da una parte Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, che sostengono i militari al potere; dall’altra il Qatar, che, solo nel Golfo, finanzia e supporta i Fratelli musulmani in Egitto.

Il prezzo di questa contrapposizione sta diventando troppo caro per Doha. Non tanto perché il precedente emiro, Hamad bin Khalifa al Thani, avesse promesso entro il 2018 investimenti per circa 21 miliardi di dollari (il pil qatarino è stato stimato pari a 185 miliardi nel 2012) in favore dell’ex leader egiziano Mohamed Morsi, attualmente in carcere, e dei Fratelli Musulmani, bollati ora come organizzazione terroristica.

Ma soprattutto perché sono stati ormai stravolti quegli equilibri regionali di vitale importanza per lo stesso Qatar.

Il ministro di Stato per gli Affari Esteri degli Emirati Arabi Uniti, Anwar Gargash, ha chiesto a Doha di prendere le distanze dalle dichiarazioni di Yusuf al-Qaradawi, teologo egiziano naturalizzato qatarino e presidente dell’Unione internazionale degli studiosi musulmani, che proprio da Doha invitava gli egiziani alla rivolta contro i militari, criticando aspramente sia l’Arabia Saudita sia gli Emirati Arabi Uniti.

La replica ufficiale del Qatar non ha incluso alcuna presa di distanza dalle dichiarazioni di al-Qaradawi né delle garanzie sul fatto che, in futuro, le esortazioni del teologo saranno più contenute.

Per tutta risposta, Gargash ha dichiarato all’agenzia di stampa emiratina Wam: “Siamo costretti a fare un passo senza precedenti [al momento non è ancora noto quale, ndr] nei rapporti tra membri del Consiglio di cooperazione del Golfo (Gcc) a causa del fatto che i nostri fratelli in Qatar non smettono di usare le loro piattaforme religiose e mediatiche per insultare un paese fratello e vicino. Non accettiamo in nessun caso questa offesa della dignità degli Emirati Arabi Uniti”.

Al momento, i sermoni del venerdì di al-Qaradawi a Doha sono stati sospesi, benché il teologo affermi che il motivio sia un semplice raffreddore e non un eventuale divieto impostogli dalle autorità qatarine.

L’Arabia Saudita per ora tace sulla vicenda. Il colosso saudita lascia andare avanti gli Emirati Arabi Uniti, forse convinto che non sia ancora necessario il suo intervento diretto.

In effetti, basterà fare un semplice raffronto geografico fra Qatar e Arabia Saudita per capire come il primo non abbia alcun interesse a inimicarsi il secondo. Via terra, l’emirato confina esclusivamente con il regno saudita, il quale occupa circa l’80% della penisola arabica con oltre 2 milioni di chilometri quadrati, contro i circa 11 mila del Qatar. Un gigante e una formica.

Come se non bastasse, il fondo sovrano dell’Arabia Saudita, il Sama foreign holdings, vanta un patrimonio di oltre 532 miliardi di dollari contro il 5 volte più piccolo fondo qatarino della Qatar investment authority (115 miliardi di dollari secondo i dati del rapporto “Beyond convention – Middle East Wealth Study 2013” pubblicato dalla Qatar financial center authority in collaborazione con Campden wealth).

Nella disputa fra Emirati Arabi e Qatar, i consulenti qatarini staranno forse cercando una via d’uscita prima che intervenga l’Arabia Saudita. A quel punto, potrebbe essere troppo tardi per rimediare agli squilibri regionali causati dall’avventata politica estera di Doha.

Per approfondire: La terza via degli Emirati Arabi nelle crisi di Egitto e Siria

20.02.2014
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