Crescent, ore decisive se continuare l’opera o ricominciare tutto daccapo (dal Corriere del Mezzogiorno – 12.03.2014)

TOCCA AL CONSIGLIO DI STATO SCIOGLIERE IL NODO

I giudici dovranno stabilire se, per ottenere la nuova autorizzazione paesaggistica, bisogna seguire la vecchia procedura o applicare la legge vigente

SALERNO – Siamo agli sgoccioli. Pochi giorni ancora – forse già stamattina – e il Consiglio di Stato scioglierà finalmente il nodo sul Crescent. Martedì mattina, a Palazzo Spada, si è tenuta l’udienza chiesta dalla Crescent srl per interpretare definitivamente la sentenza emessa a dicembre scorso dai giudici amministrativi di secondo grado. Quella che sarà depositata, si chiama – in gergo tecnico – decisione interpretativa sull’ordine di conformazione per la salvaguardia del bene e il riesercizio del potere. In parole semplici significa che dovranno essere i giudici a stabilire se, per ottenere la nuova autorizzazione paesaggistica (senza la quale anche l’aggiudicazione dell’appalto alla società dei costruttori Rainoe sarà nulla), bisogna seguire la vecchia procedura (risalente al 2008) già avviata dal Comune di Salerno o applicare la legge vigente, che modifica radicalmente il procedimento attribuendo alla Soprintendenza il compito di emettere l’autorizzazione e non al Comune di Salerno, come è stato fatto finora. Il Ministero dei Beni culturali, come aveva già annunciato in un ricorso di qualche giorno fa, si è costituito ieri mattina, sposando la tesi di Italia Nostra. L’associazione ambientalista ieri ha provato a chiedere un rinvio dell’udienza, che i giudici non hanno accolto. Il caso è stato discusso dagli avvocati Lorenzo Lentini (per la società) e Antonio Brancaccio (per il Comune di Salerno) da un lato, e i legali Oreste Agosto e Pierluigi Morena (per Italia Nostra), dall’altro lato. E’ stata ripercorsa l’intera storia dell’edificio disegnato da Bofill: dall’aggiudicazione dell’appalto ai Rainone (dopo una delle prime sentenze del Consiglio di Stato che aveva annullato la vittoria della Cogefer) alla clausola contrattuale economica inserita nel contratto stipulato tra la Crescent srl e il Comune di Salerno, costretto a restituire oltre 44 milioni di euro (oltre le spese del manufatto) ai costruttori qualora l’opera dell’archistar spagnola non dovesse realizzarsi. La decisione di Palazzo Spada sarà determinante anche per il Riesame chiamato a decidere sul dissequestro e a cui privati e amministrazione comunale hanno rinunciato in attesa della nuova decisione.

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