«Crescent è Speculazione edilizia» (da Cronache del Salernitano – 09.03.2014)

di Marta Naddei

Da “Le città invisibili” a “La speculazione edilizia” il passo è stato molto breve. Soprattutto se a compierlo è la figlia di colui che i due romanzi li ha scritti. Un autore che risponde al nome di Italo Calvino. Un passo della prima opera, il riferimento a Zora, era presente sul manifesto di presentazione del convegno “Italia Viva”, utilizzato con il chiaro riferimento, da parte del Comune di Salerno, ad una presunta mummificazione urbanistica che qualcuno vorrebbe per la città. “Obbligata a restare immobile ed uguale a se stessa per essere meglio ricordata, Zora languì, si disfece e scomparve. La terra l’ha dimenticata”. Questa la frase scelta dal sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, per sponsorizzare il convegno tenutosi ieri mattina a Palazzo di Città e che, ai più, è parso il “manifesto del Crescent”, tanto che sulla stessa locandina e sotto la citazione dell’opera di Calvino, c’è proprio lo schizzo dell’imponente mezza luna di Bofill e di Piazza della Libertà. Un accostamento che non è proprio piaciuto alla signora Giovanna. Certo, potrà obiettare qualcuno, non è detto che il richiamo a “Le città invisibili” debba piacere a tutti, ma se la signora Giovanna che s’indigna, di cognome fa Calvino ed è la figlia dell’autore dello splendido romanzo, allora è probabile che qualcosa non quadri. Giovanna Calvino, che attualmente si trova a New York, ha affidato al social network Facebook il proprio disappunto per la strumentalizzazione impropria della frase dell’opera di suo padre, accostata ad una operazione edilizia che, stando alle sue parole, non le piace granché. Con un post pubblicato di primo mattino, Giovanna Calvino, dopo aver tentato invano di contattare il Comune di Salerno, si sfoga chiedendo aiuto affinché il messaggio venga recapitato all’amministrazione comunale, consigliando anche la lettura di un altro scritto paterno che, a suo parere, meglio si addice al Crescent e che rappresenta, in tutto e per tutto, la visione di Italo Calvino sull’argomento. «Scrivo in riferimento a un convegno da voi organizzato – si legge – in difesa della costruzione abusiva di un mastodontico edificio in riva al mare a Salerno. Sul manifesto del convegno citate impropriamente una frase di Italo Calvino, per giustificare la vostra operazione. Vi suggerisco una citazione alternativa, che riflette quella che era la vera opinione di mio padre sull’argomento, e che sembra applicarsi quasi perfettamente al vostro caso: “…tutti questi nuovi fabbricati che tiravano su, casamenti cittadini di sei otto piani, a biancheggiare massicci come barriere di rincalzo al franante digradare della costa, affacciando più finestre e balconi che potevano verso mare. La febbre del cemento s’era impadronita della Riviera“. È tratta da una novella intitolata La Speculazione Edilizia (1957), di cui vi consiglio la lettura». La risposta del Comune, ovviamente, latita. Con buona pace di Italo Calvino e di sua figlia Giovanna, nuova “nemica” di Salerno.

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