Migranti, l’ambivalenza degli italiani, tra aperture e timori (da la Repubblica – 28.02.2014)

Il settimo rapporto dell’Osservatorio europeo sulla sicurezza, diDemos&Pi e Osservatorio di Pavia per Fondazione Unipolis. Per il 56% degli intervistati la presenza di stranieri “favorisce la nostra apertura”. Il 44% ritiene siano una “risorsa per la nostra economia”. L’80% è favorevole a concedere la cittadinanza ai loro figli. Ma uno su tre pensa che siano un “pericolo per l’ordine pubblico”

di VLADIMIRO POLCHI

ROMA – Sì al diritto di voto e sì allo ius soli. Se ci parli, gli italiani ti stupiscono e sul fronte immigrazione si dimostrano ben più avanti dei politici che li governano. Lo straniero non è più l’uomo nero, che fa paura. O almeno non più come prima, visto che circa un italiano su tre percepisce ancora gli immigrati “come un pericolo per l’ordine pubblico”. È quanto fotografa il settimo rapporto dell’Osservatorio europeo sulla sicurezza, realizzato da Demos&Pi e Osservatorio di Pavia per Fondazione Unipolis.

“Vecchi” e “nuovi” italiani. Nei confronti dei migranti, il sondaggio Demos registra un atteggiamento ambivalente, fatto di apertura e timori. Per il 56% degli intervistati la presenza di stranieri “favorisce la nostra apertura”. Secondo il 44%, inoltre, costituiscono una “risorsa per la nostra economia”. L’80% è favorevole a concedere la cittadinanza ai figli di immigrati nati in Italia. Per la totalità del campione (99%), i migranti, se sono regolari e pagano le tasse, è giusto che abbiano diritto all’assistenza sanitaria; per l’88% è giusto che votino alle elezioni amministrative del comune dove abitano (e per l’81% anche alle consultazioni politiche).

Le paure per lavoro e sicurezza. Ma si confermano, e in parte si allargano, anche i sentimenti di inquietudine generati dai fenomeni migratori, favoriti dall’attuale crisi economica e occupazionale. Circa un italiano su tre percepisce gli immigrati “come un pericolo per l’ordine pubblico e la sicurezza delle persone”, una quota analoga li valuta come “una minaccia per l’occupazione” (nel confronto con il 2012, i due indicatori sono aumentati, rispettivamente, di cinque e sette punti percentuali). “L’immigrazione continua a suscitare preoccupazione e diffidenza, in misura elevata  –  spiega il direttore del rapporto, Ilvo Diamanti  –  ma lo straniero non è più l’Uomo Nero su cui caricare e scaricare le nostre paure”.

Immigrati e media. Stando al rapporto, nella rappresentazione offerta dai media l’immigrazione risulta declinata in modo meno ansiogeno. “Anzi inizia a delinearsi un cambio di prospettiva, più tollerante verso l’immigrazione. La visita del papa a Lampedusa e il filmato choc del Tg2 sul Cie lager segnano una svolta autocritica sulle politiche immigratorie restrittive dei precedenti governi. L’immigrazione rimane un problema ma da affrontare con forme adeguate da Paese civile senza lasciare spazio a intolleranza e allarmismo”.

L’emergenza sbarchi. Sembra non esistere una correlazione tra l’andamento degli sbarchi e la percezione dell’insicurezza. “Nel 2008 in corrispondenza dell’emergenza mediatica dell’immigrazione e della conseguente decretazione in materia di sicurezza (con l’introduzione del reato di clandestinità) si assiste a un calo, seppur lieve della percezione di insicurezza. Calo che prosegue negli anni successivi in concomitanza con il picco di sbarchi del 2011, a seguito delle primavere arabe e degli arrivi di migranti da contesti di crisi. Anche il 2013, che segna una ripresa degli sbarchi per numero effettivo e per rappresentazione (il naufragio a Lampedusa), non si caratterizza per un aumento dell’insicurezza relativo all’arrivo di immigrati “clandestini””.

Twitter. Solo su Twitter domina ancora l’immigrazione, che occupa il 41% dei tweet legati alla percezione dell’insicurezza. Sul tema, sono state tre le questioni più twittate: la solidarietà invocata dal Papa; il video pubblicato dal Tg2 e l’autoreclusione del deputato Pd Khalid Chaouki nel Cie di Lampedusa.

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