La Terra del Fu-Turismo – Cilento sempre più isolato dal dissesto delle strade e dall’indifferenza (da Citizen Salerno – 04.03.2014)

La Terra del Fu-Turismo – Cilento sempre più isolato dal dissesto delle strade e dall’indifferenza
Nella foto, la voragine aperta sulla Strada provinciale “Cilentana”, tra Agropoli e Prignano Cilento

Scritto da: Michele Piastrella

E’ trascorso ormai un anno da quando una frana costrinse a chiudere il tratto compreso tra Prignano Cilento e Agropoli della provinciale 430, l’unica strada che dal Cilento conduce a Salerno (che si innesta nella più nota Statale 18 delle Calabrie, all’altezza di Paestum)

A seguito dell’evento franoso, fu creata una deviazione (la strada provinciale 45) che passa per vari paesi e frazioni e che si rimmette sulla Cilentana dopo circa 10 chilometri. Un’infinità quei 10 chilometri, se percorsi in strade vecchie e tortuose come quelle che congiungono i borghi cilentani, che ritardano il tragitto degli automobilisti di circa 30 minuti. Deviazione che è necessario percorrere tuttora, per chi viene dal Cilento ed è diretto a Salerno.

Ma, dal mese di gennaio, il disagio è raddoppiato: il cedimento di un pilone del viadotto che insiste nello stesso tratto della provinciale 430, tra Agropoli e Prignano, ha determinato la chiusura anche della carreggiata sud della cosiddetta “Cilentana“. Dunque, oggi sia per chi viene dal Cilento, sia per chi da Salerno si reca lì, è necessario percorrere la tortuosa deviazione della provinciale 45 per continuare il proprio itinerario. Ergo, il traffico da e per il Cilento è rallentato di circa 30 minuti.

Attenzione: sono 30 minuti se il traffico è scorrevole; ma d’estate, quando frotte di turisti ed escursionisti si recano nel basso Cilento, ad esempio a Palinuro o a Camerota, per godere delle splendide spiagge e del mare cristallino, il traffico si fa davvero intenso e il tratto di deviazione può diventare davvero infernale. Il turismo, la risorsa più importante della nostra provincia, ancora una volta ne esce sconfitto!

Non è finita qui: il tratto interrotto rallenta fortemente i collegamenti tra Agropoli e Vallo della Lucania. Si tratta di un collegamento importante: da alcuni mesi è stato chiuso l’ospedale di Agropoli e per chi ha bisogno di essere ricoverato, il nosocomio più vicino è proprio a Vallo della Lucania. Già la chiusura di un ospedale (voluta dalla Regione in un’ottica di riorganizzazione dei nosocomi e razionalizzazione della spesa) in una zona popolosa come Agropoli e frequentatissima d’estate da turisti e bagnanti aveva generato enormi polemiche nei cittadini, che si trovarono costretti a fare ora 20 kilometri in più per raggiungere l’ospedale più vicino, in caso di emergenza sanitaria. Ora, quei 20 km in più sono rallentati dalla deviazione sulla accidentata statale 45: se un bagnante si sente male nelle acque di Agropoli, ad esempio nella frequentatissima spiaggia di Trentova…c’impiegherà circa un’ora per raggiungere l’ospedale più vicino. Una follia!

Quali i motivi di tali disagi? Perché da oltre un anno non si è ancora riusciti a mettere in sicurezza la strada provinciale, evitando agli automobilisti la tortuosa deviazione? Perché mai sta letteralmente crollando un viadotto di una strada così trafficata e importante, come la Cilentana?

La Regione aveva originariamente stanziato 1,5 milioni di euro per la frana sulla carreggiata in direzione nord della “Cilentana”, ma i fondi si sono rivelati insufficienti. Ora, la Regione ha deciso di stanziare ben 27 milioni 600mila euro per fronteggiare l’emergenza dissesto stradale del Cilento; tali fondi dovrebbero risolvere le problematiche di addirittura 46 zone a rischio o interrotte dell’assetto viario del Cilento, di cui ben tre sulla strada provinciale 430.

Ma sul crollo del viadotto, è venuta fuori una verità terrificante! In un’intervista rilasciata il mese scorso al quotidiano “La Città”, l’Assessore provinciale Attilio Pierro aveva rivelato: ”Le indagini sui piloni del viadotto che ha no ceduto hanno evidenziato che le fondazioni sono sopra terra e non ancorate alla roccia. Da qui il verificarsi dello scivolamento. Solo qualche ferro è risultato fissato più in profondità. La situazione interessa tutti i piloni del viadotto”.

In sintesi, chi ha effettuato i lavori di realizzazione del viadotto ha semplicemente posto sopra il terreno i piloni, senza ancorarli! Determinando il crollo della struttura e, dunque, mettendo a rischio l’incolumità di decine di migliaia di automobilisti che ogni giorno transitavano in quel tratto! Che siano state ditte legate alla criminalità organizzata che abbiano beneficiato di appalti al risparmio, o semplice grave incompetenza di chi ha progettato il viadotto, non è dato sapere. Di sicuro, siamo alle prese con un grave disastro amministrativo, viario, turistico, culturale, sociale, sanitario del nostro territorio. Intanto, la Provincia ha provveduto alla messa in sicurezza del viadotto: le ditte preposte hanno iniettato cemento sotto e dentro i piloni pericolanti, fino alla profondità di 16 metri nel terreno. I lavori di consolidamento dei piloni sono pressochè conclusi, ora bisogna riassestare la strada,

Ma stiamo parlando di una strada soltanto, ce ne sono molte altre.  Come detto, la Regione con il finanziamento da 27 milioni ha individuato 46 punti critici nel Cilento!

La zona marittima più amata d’Italia (ben 10 bandiere blu, record nazionale) ha dunque gravissime carenze infrastrutturali, che ritardano enormemente lo sviluppo turistico e creano grossi disagi ai turisti che già la frequentano, oltre che agli abitanti!

Facciamo un altro gravissimo esempio: il litorale tra Ascea, Pisciotta, Palinuro e Camerota è uno dei più belli e caratteristici. Ma, ad esempio, la cittadina di Pisciotta risulta essere da alcuni giorni isolata, a causa di una frana, intervenuta 30 anni fa (!), in località Rizzico su un tratto della strada che la collega ad Ascea (ex statale 447), frana che ancora oggi si estende (come è accaduto nell’ultimo periodo) e peggiora progressivamente la percorribilità della strada! Si tratta di una frana verificatasi negli anni ’80 sul versante collinare, che scivolò a valle trascinando via anche la strada in più punti del tracciato; l’evento per anni è stato definito “Frana della Ferrovia”, perchè aveva sommerso anche i sottostanti binari. I cittadini di Pisciotta da anni reclamavano l’adeguamento della strada, chiedendo l’intervento della Provincia. Quest’ultima, invece, ritiene che la strada sia ormai impraticabile e destinata ad un definitivo abbandono; per ragioni d’incolumità l’Ente ha così deliberato la chiusura della strada, ipotizzando la realizzazione di una nuova bretella di collegamento alternativo. Ma tale alternativa era stata già ipotizzata nel lontano 1989 dall’ANAS (all’epoca ente gestore della strada) che spese venti miliardi delle vecchie lire per creare la nuova strada “Pisciottana”, poi mai completata; l’ANAS cedette la gestione alla Regione nel 2001; quest’ultima affidò nello stesso anno la gestione alla Provincia, che nel 2009 aveva appaltato i lavori ad una ditta. Ma i lavori non sono mai iniziati, pare per un veto ambientale. E così, un turista che abbia la malaugurata idea di visitare gli scavi di Velia e poi andare a mare a Pisciotta, oggi non può farlo, a meno che non decida di impiegarci quasi un’ora!

Per fortuna, mercoledì scorso è stata riaperta al traffico la strada Mingardina, che collega Vallo della Lucania a Palinuro in meno di 40 minuti e che pure era stata interessata da un grave smottamento, che aveva gettato nella disperazione gli abitanti del comprensorio, inclusi i pisciottani che per un periodo sono stati isolati sia da nord (strada 447) che da sud (strada da Palinuro)

Tutto ciò accade in un territorio con il mare più bello d’Italia, nel quale scarseggiano i collegamenti via mare e non c’è un aeroporto! Con gli attuali disagi stradali, ad esempio, per raggiungere dall’Aeroporto di Capodichino la cittadina di Pisciotta (distanza 170 km) occorrono 2 ore e 35 minuti con traffico scorrevole. Impossibile immaginare cosa possa accadere d’estate… come arriveranno i turisti? E, intanto, l’aeroporto di Pontecagnano è ancora in pieno stallo, con un problema viario anche in quel caso: la pista deve essere allungata da circa 20 anni!

Michele Piastrella

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