Giuliana De Sio: «Il Crescent? Uno schifo. Ma almeno non resti in queste condizioni» (dal Corriere del Mezzogiorno – 05.03.2014)

L’INTERVISTA

L’attrice: «Mia madre abita nel palazzo vicino al cantiere, quando mi affaccio al balcone e lo vedo mi viene un colpo»

SALERNO — «Quando vengo a trovare mia madre mi dimentico che non vedo più il mare, mi affaccio e quasi mi prende un colpo». Giuliana De Sio è forse la «vittima» più illustre del nuovo skyline disegnato dal Crescent, il mega-condominio a forma di emiciclo amato dal sindaco De Luca, inviso agli ambientalisti e sotto sequestro ormai da quattro mesi per iniziativa della Procura salernitana. La bella e popolare attrice, che in questi giorni sta doppiando la nuova fiction di Canale 5, dal titolo «Furore», che vedremo in primavera, quando viene a Salerno si ferma dalla madre che abita nell’ormai famigerata palazzina ex-Inail, quella, per intenderci, che, se solo avesse potuto, il sindaco Vincenzo De Luca avrebbe già abbattuto da un pezzo.
Palazzina con vista sul Crescent. Signora De Sio, che ne pensa del Crescent? 
«È uno schifo, io non potrei vivere neanche un secondo con quell’obbrobrio di fronte. Mia madre poverina…No, non andavo fatto, bisognava lasciare la zona così com’era, credo che una muraglia simile sia stata una mancanza di rispetto per le persone che vivono là, violentemente deturpate nelle loro abitazioni».
È brutto? 
«Una grande schifezza».
Però anche la palazzina ex-Inail non è il massimo dell’architettura. 
«Sì, è vero, il palazzo è brutto ma non è neppure bello quello che stanno costruendo là davanti. Da questa storia mia madre purtroppo sta avendo solo disagi: vi ricordate la bomba nel cantiere?»
Come no, ben due volte. 
«Lei fu tra le prime ad essere evacuata, uno choc terribile».
Ora però il cantiere non sta lavorando. 
«E questa è la mia preoccupazione: meglio che il Crescent venga demolito o che i lavori vengano portati a compimento. Non può restare così, a metà. È la cosa peggiore che possa accadere, che resti incompiuto. Deturpa il panorama, non serve a niente. In Calabria è pieno di mostri simili mai portati a termine. Diventa l’emblema della sciatteria di un popolo, una cosa purtroppo tipicamente italiana».
Che ricordi ha della sua infanzia a Salerno? 
«Molti ricordi legati al lungomare, io ci giocavo lì, anche se da bambina abitavo a Cava de’ Tirreni, all’inizio dei portici, in via Andrea Sorrentino. Avevo il cinema Capitol sotto casa, e mia madre mi ci portava quasi ogni giorno. Poi a Salerno ho vissuto, a partire dai 15-16 anni, quando mia madre, che era separata da mio padre, si è risposata».
Torniamo al Crescent, ma non le è mai balenata l’idea di andare da De Luca e, forte di essere Giuliana De Sio, cercare di convincerlo a desistere dall’idea della cementificazione sotto casa sua?
«Non credo che avessi potuto scalfire la sua intenzione, ha un ego abbastanza strutturato che gli fa fare di testa sua».

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