Parco Scientifico, rischio liquidazione (da Cronache del Salernitano – 04.03.2014)

di Marta Naddei

Il destino del Parco Scientifico e Tecnologico di Salerno in un solo pomeriggio. Il pomeriggio sarà quello di giovedì, quando alle 15 dovrebbe tenersi (il condizionale è d’obbligo alla luce dell’ultima seduta andata deserta, ndr) l’assemblea dei soci al cui ordine del giorno dovrebbe addirittura esserci l’ipotesi di messa in liquidazione della società. Una ipotesi drammatica a cui i dipendenti ed i sindacati stanno tentando, da mesi, di rimediare, nell’assordante silenzio delle istituzioni, proprietarie del Parco scientifico di Salerno. Così, ieri mattina, i lavoratori ed i loro rappresentanti sindacali Francesca D’Elia della Fiom Cgil e Vincenzo Ferrara della Fim Cisl hanno presidiato il porticato del Comune di Salerno nella speranza, vana, di ottenere un incontro con il sindaco Vincenzo De Luca. Un colloquio che non c’è stato ma che potrebbe essere convocato nelle prossime ore. Ma lo sconforto cresce per i 19 dipendenti che sono in cassa integrazione e che da sette mesi non percepiscono lo stipendio. «Tutte le nostre richieste – spiega D’Elia – sono rimaste lettera morta. Il Parco Scientifico e Tecnologico è una risorsa ventennale e il nostro presidio è qui al Comune di Salerno perché può rappresentare una vera e propria risorsa in primo luogo per questa città. Siamo sconfortati perché il rischio è che un domani, su temi così importanti, rischiamo di dover ricominciare tutto da capo». Nei giorni scorsi, il presidente del Pst Panza ha indirizzato una lettera al presidente della Regione Stefano Caldoro ma – spiegano i sindacati – «noi abbiamo bisogno di atti concreti, di fatti amministrativi. Questa azienda ha tutte le carte in regola per essere una eccellenza campana e rischiamo di metterla in liquidazione». «Bisognerebbe chiedere – afferma Ferrara – agli amministratori locali cosa intendono loro per innovazione. Ebbene, siamo certi che risponderanno elencando tutte le caratteristiche proprie del Parco Scientifico. Allora perché non intervengono ricapitalizzando la società». Domande a cui, al momento, non è stata data alcuna risposta. L’auspicio è che giovedì, l’assemblea dei soci non vada deserta. I dipendenti e i sindacati saranno lì, dinanzi la sede di Confindustria (sede del Pst) a tenere le dita incrociate per non dire addio al proprio futuro lavorativo.

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