Salerno, lo strano caso della Centrale del Latte (di Angelo Giubileo)

di Angelo Giubileo

centraledellatte1Mi esprimerò in maniera per così dire brutale. Che mi sembra sia un modo per rifuggire dal linguaggio politically correct style (di stile politicamente corretto) diffusamente in uso nel corso degli ultimi venti anni circa. Peraltro, si dice che i cittadini di Salerno, ancor più di altri, dovrebbero essere abituati ad un linguaggio crudo e realistico, che in concreto affronti seriamente le questioni ed i problemi, senza paludamenti, dilazionamenti o sviamenti in argomento.

Tanto premesso, la questione è: 1) I soldi sono finiti. Sia quelli del sistema di potere internazionale immediatamente precedente, bipolare, basato sulla conflittualità strategica e tattica USA-URSS. Sia quelli di un sistema di potere nuovo, multipolare, per la zona di nostra appartenenza incentrato sul finanziamento dell’euro in fase di startup (termine con il qualesi identifica l’operazione e il periodo durante il quale si avvia un’impresa). 2) In una società di consumi (a cui non sappiamo e soprattutto non intendiamo rinunciare), un’economia per mantenersi produttiva ha bisogno di nuovi prodotti e/o mercati. La nostra economia, nazionale e territoriale, ed in particolare anche qui a Salerno, non ha in generale né innovato il prodotto – salvo rare eccezioni in grado di implementare i livelli di esportazione e conquistare nuove aree di mercato -, né lo ha reso più appetibile (brand equity) mediante l’adozione di misure in grado, come tutti ormai sappiamo, di incrementare la produttività, ridurre il costo del lavoro e in particolare il cuneo fiscale, sburocratizzare l’impresa, attrarre investimenti dall’estero. 3) In una fase non recessiva, un’economia produttiva potrebbe anche limitarsi semplicemente ad un’attenta e oculata gestione delle risorse; e tuttavia, in tale fase, sarebbe  opportuno investire almeno parte delle risorse disponibili in modo da cercare di garantirsi un futuro che, in mancanza di investimenti e nell’ambito di un intero ciclo economico produttivo, è invece destinato alla recessione.

Per limitarci all’area del salernitano, la cronaca odierna ripropone uno stato di crisi dell’economia, che perdura da anni. Alcuni esempi vistosi del declino, sono l’Essentra, le Arti grafiche Boccia, la Centrale del Latte. I primi due esempi si riferiscono a forme di crisi di attività “private” d’impresa; l’ultimo esempio, ad una crisi – che tale poi non è – di un’attività (che una volta si sarebbe detta “privata”) a totale partecipazione “pubblica” (cioè, di capitale pubblico).

Lo strano caso della Centrale del Latte di Salerno rappresenta il perfetto paradigma di “gestione” dell’economia produttiva intrapresa nel nostro territorio da più di un decennio. Forse caso più unico che raro, ritirato il vincolo governativo della dismissione di quote pubbliche azionarie in attività d’interesse privato, pur essendo la società in attivo, il Comune bandisce una gara “per la presentazione di offerte di acquisto del 100% del capitale”. Gara, andata deserta. Nessuna offerta. Neanche una che sia una.

L’esigenza da parte  dell’Ente amministrativo, in particolare di alienare la Società ed in generale di capitalizzare liquidità, sembra corrispondere al disavanzo – parzialmente registrato di recente anche dalla Corte dei Conti – dell’intero Apparato burocratico-amministrativo comunale. Nonostante i finanziamenti comunitari, statali e regionali di cui il territorio ha beneficiato in tutti questi anni. Finanziamenti pur destinati allo sviluppo di un’economia che, complessivamente, non si è dimostrata “produttiva”. Piuttosto, un’economia di “gestione”, soprattutto caratterizzata dalla costante implementazione di società a partecipazione pubblica e sostanzialmente priva di una progettazione e di realizzazioni in grado di garantire un futuro, prima di consolidamento e poi di sviluppo, all’intera comunità del territorio.

I tempi sono quindi cambiati e, in generale per quanto riguarda il Sud, condivido il giudizio bipartisan di intellettuali come Antonio Polito e Marcello Veneziani: “Il Meridione ha creato una rete di complicità contro se stesso … È necessaria una rivoluzione civile, non una restaurazione”. E aggiungo: di restaurazioni ne abbiamo avute fin troppe in questi 150 e più anni di storia, dai re ai feudatari ai sindaci d’Italia; per la rivoluzione civile, occorre però ancora un gruppo che voglia e possa farla…

http://www.iconfronti.it/salerno-lo-strano-caso-della-centrale-del-latte/

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...