La vera questione del Paese (di Angelo Giubileo)

di Angelo Giubileo

Progetto Expo di Milano

Progetto Expo di Milano

Si tratta di un tempo breve alla guida del partito e più che breve alla guida del governo, e tuttavia il più significativo per valutare l’azione politica che Matteo Renzi intende intraprendere. Non è soltanto una questione di stile, una volta si sarebbe detta semplicemente formale, a cui dobbiamo abituarci.

E comunque, c’è indubbiamente dello stile in Matteo Renzi, tra battute sferzanti e commenti sarcastici. Un mio amico sostiene che ci sia uno stile rinnovato anche negli atti di esercizio del potere. Prova ne sarebbero le nomine di partito, di governo e sottogoverno già operate, in attesa dei circa 350 incarichi tra enti ed amministrazioni ancora da distribuire. Con una battuta, che umilmente anch’io mi  concedo ispirandomi al Qoeletè questo il tempo della grande distribuzione! Perché, forse memore della sua iniziazione democristiana, Renzi finora ha pensato bene di non scontentare nessuno. Proprio nessuno. Si potrebbe pensare ad una sorta di applicazione del vecchio manuale Cencelli, ma pur sempre in stile renziano.

Ma, bando ai formalismi. Dopo aver letto una recentissima nota del mio amico Franco D’Alfonso* – che richiama una, finora mancata, “attenzione” del governo sulla questione dell’Expo milanese e in generale su quella che in questi anni è stata definita “questione settentrionale” -, vorrei in base alla mia appartenenza geografica accennare soltanto, e per un motivo che renderò subito palese, a quella che prima dell’avvento della Lega Nord era viceversa la “questione meridionale”. Caro Franco, non esiste né una questione settentrionale né una questione meridionale. Esiste invece una questione nazionale, da troppo tempo irrisolta.

Nonostante sia questo il tempo della grande distribuzione, e tuttavia, all’indomani delle nomine di sottogoverno, si dice anche dei malumori provenienti da aree del Paese non rappresentate, in sostanza emergono comunque due fatti nuovi: la delega alla Coesione Territoriale con i fondi strutturali, rimasta nelle mani di Del Rio (sottosegretario del Consiglio dei Ministri), e l’apparente incerto destino della delega agli Affari Europei, attività ministeriale esercitata da Enzo Moavero Milanesi nel governo prima Monti e poi Letta ed ora invece degradata ad attività di sottosegretariato affidata al sedicente prodiano Sandro Gozi.

Ritengo che la questione per eccellenza, ovvero quella del Paese in generale, da meridionale sia divenuta prima settentrionale, ma da questione nazionale sia ora anche una questione europea. E, dopo 150 anni e più, dovremmo essere proprio tutti, di certo ancora speranzosi più che fiduciosi, che una forte azione di governo soprattutto nazionale possa servire a risolverla.

* In http://www.arcipelagomilano.org/archives/30743.

http://www.iconfronti.it/la-vera-questione-del-paese/

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