Salerno, braccio di ferro sul Crescent tra il Comune e la Soprintendenza (dal Corriere del Mezzogiorno – 28.02.2014)

GRANDI OPERE

Potrebbe bloccarsi l’iter per l’autorizzazione dopo la nota della commissione paesaggistica di Palazzo di Città

SALERNO – La relazione della commissione locale paesaggio del Comune di Salerno sul Crescent rischia di essere bloccata prima ancora che la Soprintendenza possa avviare l’iter per completare la procedura sull’autorizzazione paesaggistica messa in discussione dal Consiglio di Stato. L’inghippo giuridico-burocratico potrebbe scatenarlo la lettera scritta il 31 gennaio scorso dal capo di gabinetto del ministero dei Beni Culturali. Nella nota si ritiene che debba essere la Soprintendenza, e non il Comune di Salerno, ad avviare la procedura per l’eventuale autorizzazione paesaggistica. E che toccherebbe sempre a questo ente esprimere un parere nel merito sull’opera di Ricardo Bofill. Tutto ciò comporta una rottura con il passato, quando era sufficiente solo un giudizio rispetto a una procedura dell’amministrazione municipale.PROCEDURA – Nonostante questa nota, il Comune ha comunque avviato l’iter nei giorni scorsi attraverso la commissione locale paesaggistica, la cui relazione sembra essere stata già inviata alla Soprintendenza. Il capo dell’ente salernitano chiamato ad esprimere un parere entro 60 giorni, Gennaro Miccio, non conferma né smentisce la notizia. Raggiunto al telefono si limita a dire di contattare il proprio ufficio stampa. In attesa che dalla sede di via Tasso venga sciolto l’enigma, la Crescent srl — la società che ha acquistato i diritti edificatori e che sta realizzando l’emiciclo a forma di mezza luna — ha chiesto numi a Palazzo Spada sull’interpretazione esatta della sentenza depositata nella cancelleria romana alla vigilia di Natale. La società dei costruttori Rainone rischia di perdere — nel caso l’opera non venga realizzata — 44 milioni e 800 mila euro. E una ennesima impugnazione del nuovo eventuale provvedimento favorevole rischierebbe di ritardare maggiormente la soluzione della controversia. Il che significa continuare a mantenere chiuso il cantiere, anche perché sia il Comune di Salerno che la Crescent srl hanno rinunciato all’istanza di dissequestro presentata al Tribunale del Riesame di Salerno subito dopo i sigilli imposti dalla magistratura, che sta indagando per abuso d’ufficio, falso in atto pubblico e lottizzazione abusiva.

RELAZIONE – Al di là delle questioni tecnico-giuridiche, la relazione della commissione locale paesaggio del Comune di Salerno ha dato il suo ok incondizionato all’opera. Sottolineando più volte che il Crescent non toglie alcuna visuale al panorama della Costiera Amalfitana e che la sua architettura — quanto a forma, colori e dimensione — si sposa perfettamente con palazzi storici come quello del Municipio e della Prefettura di Salerno. Tutto il resto — palazzo ex Inail e scuola Barra — «non hanno alcun valore architettonico», scrivono i membri della commissione. Ma anche questo è un dubbio che solo la Soprintendenza di Salerno può sciogliere, sebbene destinataria di due diffide. La prima da parte di Italia Nostra e la seconda giunta dall’amministrazione comunale, firmata dal vicesindaco Eva Avossa.

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