Per la commissione paesaggio del Comune il Crescent «migliora panorama» di Salerno (dal Corriere del Mezzogiorno – 27.02.2014)

GRANDI OPERE

La relazione consegnata alla Soprintendenza per ottenere l’autorizzazione. Ma la procedura non è ancora partita

SALERNO — Dieci pagine per salvare il Crescent, il mastodontico edificio a forma di mezzaluna in corso di realizzazione a Salerno e il cui cantiere è sotto sequestro dal novembre scorso. Dieci pagine scritte dalla commissione locale paesaggio per la Soprintendenza di Salerno. Dieci pagine per obbedire al dettato della sentenza del Consiglio di Stato, che sull’autorizzazione paesaggistica ha avuto da ridire al punto da far riattivare l’iter daccapo. Dieci pagine per dire che tutto quello che c’era a Santa Teresa, prima dell’emiciclo disegnato da Ricardo Bofill, era senza storia e non aveva alcun «valore architettonico». Come il palazzo ex Inail «residenziale e alto sei piani» e il palazzo Sorgente «di vecchio impianto residenziale e alto quattro piani«. E ancora l’edificio che ospita la scuola Barra «anch’esso di vecchio impianto e alto quattro piani» e, soprattutto, l’ex Jolly Hotel unico e vero «di fatto ostacolo visivo» prima che fosse abbattuto.PROSPETTIVE – Il Crescent, invece, si legge nella relazione della commissione locale paesaggio (finita in un esposto inviato alla Procura di Salerno), farà del «non luogo” un “luogo», prendendo in prestito le parole dell’archistar spagnola. E quello approvato dall’amministrazione De Luca è «un intervento di riqualificazione teso a conferire al luogo un valore paesaggistico, una diversa modalità di lettura del paesaggio inteso come espressione di identità, il cui carattere deriva dall’azione umana tale da rendere “luogo” un “non – luogo”». Il Crescent, insomma, non intaccherebbe la vista sulla Costiera amalfitana nè il centro cittadino «diviso dalla folta vegetazione della villa comunale«. L’unica “barriera visiva” la frapporrebbe al palazzo ex Inail, al palazzo Sorgente e alla scuola Barra «inserendosi armonicamente, per dimensioni, nel contesto esistente e rafforzando il rapporto tra l’elemento naturale (il mare) e l’azione atropica di trasformazione» c’è scritto nella relazione. E lato lungomare, invece? «Qui la visibilità dell’edificio può apparire significativa» ammettono al Comune, ma la soluzione c’è: «l’orientamento dell’emiciclo verso sud est genera, all’idea del frequentatore del lungomare, la visione di una prospettiva scorciata e quindi ridotta all’edificio. Il risultato è tale che, confrontando lo stato di fatto con quello del progetto le differenze occlusive appaiono poco appariscenti, sia nella visione distante da piazza della Concordia sia anche nella visione ravvicinata da piazza Cavour e Palazzo di Città».

SINTESI – Insomma, per la commissione, meglio la visuale del Crescent «rispetto al precedente panorama che offriva come panorama la cortina a mare dell’edificio Jolly Hotel». E poi resta quella «articolazione dei materiali e delle cromie delle pavimentazioni» che faranno pure da pendant con il municipio e con la prefettura ma che dai giudici di Palazzo Spada non sono state ritenute “sufficienti” per lasciar passare indenne l’autorizzazione paesaggistica bocciata a dicembre scorso. Adesso la parola passa alla Soprintendenza di Salerno. Diffide a parte, come quella di Italia Nostra a Gennaro Miccio e come quella del Comune all’ex assessore all’urbanistica Fausto Martino in qualità di funzionario della Soprintendenza.

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